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Tesla: Forever live!

I Tesla da Sacramento, California, sono una di quelle band che, tristemente, non hanno mai raccolto quanto avrebbero meritato.
Nonostante le loro vendite siano state comunque milionarie, intendiamoci, seppur non abbiano mai sfoggiato un’immagine appariscente, questi 5 talentuosi musicisti sono sempre stati associati alla scena meteora hard rock/glam degli eighties.
Peccato che la proposta della band affondi radici ben più profonde, nel rock immortale dei Led Zeppelin ad esempio, o di tutte le altre osannate band che trovano il loro giusto omaggio nel doppio cd di cover “Real 2 Reel”.

Freschi del nuovo live cd “Alive In Europe”, che dimostra ancora una volta il loro talento, i Tesla, nella persona del chitarrista storico Frank Hannon, ci raccontano il loro presente, il loro passato ed i progetti imminenti di una band decisamente baciata da una seconda giovinezza.
Non ci siamo fatti mancare qualche aneddoto scomodo, come ad esempio la separazione dal vecchio chitarrista Tommy Skeoch. Ecco quindi le risposte del disponibile chitarrista californiano alle nostre loud-questions.

Ciao Frank, come stai? Inziamo da “Alive In Europe”. Questa è la vostra quarta live release se includiamo il recente dvd “Comin’ Atcha Live” e la prima in assoluto ad essere registrata in Europa. Cosa vi ha fatto decidere di registrare e pubblicare una testimonianza del vostro ultimo tour europeo?
Ciao Daniele, tutto alla grande grazie! Be’, i Tesla sono sempre stati un gruppo molto energico dal vivo ed il pubblico europeo è stato meraviglioso nel dimostrare il proprio calore ed affetto alla band negli show. In Spagna ad esempio cantavano anche tutti gli assoli di chitarra e questo ci ha mandato fuori di testa. Quando suonammo al Marquee a Londra nell’86 ricordo che la gente cantava persino più forte dell’impianto! Volevamo registrare qualcosa di speciale per i fan europei per farci perdonare tutti gli anni di latitanza. Ci portiamo sempre dietro il nostro equipaggiamento e registriamo ogni notte.

Dopo un anno e mezzo dalla sua pubblicazione come vedi oggi “Forever More” e come reagisce la gente alle nuove canzoni durante i concerti?
Credo che “Forever More” sia un grande album per i Tesla, pieno di canzoni melodiche e potenti allo stesso tempo. Questo è ciò che cerchiamo sempre di scrivere. I nostri concerti si aprono con “Forever More” e credo che suoni molto epica. Il riff ha un che di cinematografico secondo me, un tipo di melodia molto tematico come se fosse una colonna sonora. Cerchiamo sempre di imporci di scrivere melodie di qualità che possano ancora suonare bene con la prova del tempo. È dura credere che siano già passati quasi 25 anni da quando MTV trasmetteva “Modern Day Cowboy”.

Dave Rude si è unito alla band poco prima di “Real 2 Reel” rimpiazzando Tommy Skeoch e portando con se nuove energie ed un tocco chitarristico più bluesy. Raccontaci qualcosa in più su questo giovane talento e sul suo modo di interagire con il tuo stile chitarristico e con gli altri ragazzi della band.
Dave è troooooppo grande! Ho cercato a lungo la giusta vibrazione in un altro chitarrista e non appena ho suonato con lui sapevo che lui era perfetto dopo 10 secondi!! Io suono un riff o una melodia e lui la fa subito sua senza sforzi aggiungendo magicamente il suo tocco. Questo è ciò che succede quando suoni con la persona giusta. Ho provato così tanti chitarristi che non riuscivano in questo.

Il meglio ed il peggio delle due ere della carriera dei Tesla, dal 1986 al 1995 e dal 2000 ad oggi?
È come se fossero due capitoli di un lungo libro. Entrambi lunghi 10 anni. Nella prima parte della carriera non avevamo praticamente idea di nulla di ciò che succedeva attorno a noi. Ora abbiamo imparato ad essere indipendenti e siamo arrivati a gestire tutto in prima persona.
[PAGEBREAK] Sono sicuro che per voi sia una cosa vecchia, superata e noiosa, ma noi siamo ovviamente ancora curiosi riguardo lo split con Tommy Skeoch. L’impressione è che egli non fosse più interessato alla band e che anche i rapporti con il gruppo si fossero deteriorati, ma come detto questa è l’impressione. Ti va di parlarne?
A volte accade che certe cose diventino impossibili da riparare e quindi sostanzialmente l’unica soluzione era che ci dividessimo da lui per sempre. Gli auguriamo tutto il meglio e cerchiamo di fare in modo che ottenga il giusto trattamento.

Per le vostre prime release eravate soliti stampare all’interno l’orgogliosa dicitura “No Machines”. 25 anni dopo le macchine sono in pratica quasi l’unico modo di registrare un album. Qual è il vostro rapporto con la tecnologia e con l’enorme crescita che essa ha avuto in questi anni?
Be’, i computer sono sempre stati usati per registrare. Allora le drum machine erano molto in voga negli anni ’80 e noi pensavamo che fosse cool ribellarsi e suonare tutto live. In più pensavamo che fossero anche molto cool i Queen quando scrivevano “No Synthesizers” sui loro album!

I Tesla sono stati uno dei primi gruppi se non il primo a lanciare la moda degli unplugged degli anni ’90 grazie al successo del fenomenale “Five Man Acoustical Jam” del 1990. Cosa vi fece decidere allora di registrare e pubblicare un live acustico anziché uno elettrico?
Fu pura fortuna! Lo facemmo solo per divertimento e decidemmo di registrarlo. Suonammo praticamente solo 6 show di quel tipo. Fu la stazione radio di Boston che adorò “Signs” e ne fece una hit!

State già lavorando a qualche nuovo brano? C’è qualche programma riguardo un nuovo cd?
Io, JK e BW abbiamo scritto qualcosa. Abbiamo una nuova song completa. Io ho fatto qualche demo nel mio home studio ma ancora non so se verranno usate dai Tesla.

E che ci dici riguardo un altro tour europeo?
Sì! Abbiamo in programma di tornare la prossima estate e suonare di nuovo lì da voi.

Oggi tu hai la tua band parallela, così come anche Dave. Credi che sia più una distrazione oppure che sia importante interagire con altri musicisti ed altre situazioni oltre alla band principale?
Alcuni di noi hanno così tanta energia e delle idee musicali così bizzarre che vogliamo suonare anche al di fuori dei Tesla. È anche bello poter continuare a suonare quando i Tesla sono in pausa. Ci fa apprezzare ancora di più la band.

Grazie Frank per il tempo che ci hai dedicato. Sentiti libero di concludere come preferisci.
OK…Thank you for supporting us and keeping rock music alive!

Beh dal canto nostro, in qualità di fan, scribacchini e quant’altro, non è poi così difficile mantenere vivo il rock fino a quando band di tale caratura ci daranno spunti di cui parlare.
Rock on!

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