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  • Testament: The Formation Of Damnation

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Il Ritorno

Ci sono gruppi che segnano i tempi e le anime.
Non importa se avvengono inconvenienti che possono spezzarne la carriera: sono persone che, anno dopo anno, lavorano su se stesse e decidono di andare avanti. Un nome, un simbolo, diverse generazioni che li acclamano: i Testament sono tornati.
L’attesa si è finalmente conclusa dopo nove anni ed ecco il nuovo lavoro “The Formation Of Damnation” che conserva la carica e la potenza dei precedenti, soprattutto di “The Gathering”.

Si parte con un’intro apocalittica, che richiama l’immagine in copertina e incrementa la voglia di sentirlo.”More Than Meets The Eye” permette di ascoltare, dopo tanto, la voce di Chuck Billy impegnata in altre melodie e in altri testi: è subito chiaro che le vecchie linee vocali sono andate perse, sebbene la tonalità assomigli molto a quella del penultimo lavoro, si avverte una maggior “pesantezza e ruvidezza” nei passaggi, gli acuti sono meno estesi e bassi ed il growl si presenta più cavernoso, ma tutto ciò non delude comunque le aspettative.
In “The Evil Has Landed” si può apprezzare il tocco classico di Paul Bostaph che, così come nell’intero album, non dà sosta alla batteria, ibridando al sound la sua personalità e la sua tecnica thrash.
Colonne tutt’altro che secondarie sono i riff di chitarre e basso che, in questo lavoro più che in altri, sembrano avere maggior spazio a disposizione così da riuscire a costruire contrasti ritmici davvero unici.
“Killin Season” e “F.E.A.R” sono le tracce che portano a conclusione un disco sofferto, ben studiato e voluto.
Le parti strumentali finalmente hanno la giusta chiarezza e nitidezza, mentre la voce risulta più grezza che mai, ma sempre all’altezza .
Un lavoro che pecca forse di originalità e per questo può essere criticato, ma bisogna saper guardare oltre: i Testament hanno rappresentato e sono, a tutt’oggi, un punto di riferimento per diverse generazioni e, dopo un’estenuante riabilitazione, si sono rimessi in gioco a testa alta, decisi e determinati a non farsi fermare da niente.

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