Home > Recensioni > Thao With The Get Down Stay Down: Know Better Learn Faster

Ridere anziché piangere e ridere davvero

È ovvio che abbia origini vietnamite se si chiama Nguyen, grazie tante, ma Thao Nguyen viene dalla Virginia e, se si dovesse dare una posizione geografica al tipo di musica che fa, la nuova-casa San Francisco andrebbe benissimo. Erede del breve periodo di gloria che l’antifolk ebbe nella città californiana, Thao Nguyen, nei tre LP a suo nome, ha sempre fatto suo quel genere tutto dissonante e vagamente surreale che la accomunerà sì a qualche antifolker, ma la avvicina di più alla sensibilità ritmica e alle virtù chitarristiche di Kaki King e del Syd Barrett solista.

“Know Better Learn Faster” è il secondo album pensato e realizzato con una band, e il primo in cui la band abbia un’influenza essenziale. Non che la chitarra di Thao Nguyen e la sua voce ineducabile non siano protagoniste, ma qui come mai prima c’è un intento di mettere gli strumenti tutti sullo stesso piano, con una produzione meno minimale, fiati e, addirittura, l’incursione di violini estranei.

E ci si diverte con un’orecchiabilità così unica nel suo genere, e si resta spiazzati di fronte a quegli sporadici due minuti di malinconia alla volta – ma, come viene detto, quasi a manifesto, all’inizio dell’ultima canzone: «sad people dance too». Ed è questa capacità di cogliere il lato comico nell’indistricabilità degli eventi a rendere tutti i lavori della cantautrice che i compagni di scuola chiamavano TOWEL sempre nuovi e profondamente onesti.

Per sua stessa ammissione: «L’album si intitola “Know Better Learn Faster” perché è una cosa che non si riesce mai a fare. Quando ti rendi conto che dovresti farlo, è troppo tardi. E mi piace l’imbarazzo di una situazione del genere e l’humor totalmente devastante, non-divertente che ne deriva».

“Know Better Learn Faster” non è sempre un album da otto: alle volte si tramuta in album da sette. Ma la fiducia che accordiamo alla vitalità di Thao Nguyen dice a gran voce «otto! otto!». E poi, dei del cielo, Andrew Bird. Andrew Bird collabora in più tracce portando il suo violino e il suo fischio riconoscibilissimo. Già da queste parti si riserva un trattamento di favore ad Andrew Bird – vederlo suonare con Thao Nguyen tramuta il recensore medio in persona corruttibilissima.

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Contro

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