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That’s Why God Made The Beach Boys

Non sono molte le band che hanno l’occasione di festeggiare mezzo secolo di attività; i Beach Boys non solo ce l’hanno fatta, a discapito di decessi, pazzia e litigi, ma hanno addirittura riunito la formazione originale superstite, compreso il folle genio Brian Wilson, hanno inciso un nuovo album e sono partiti in tour.
Due le date italiane, una a Roma e una a Milano. Noi abbiamo optato per quest’ultima, che si tiene all’Ippodromo del Galoppo nell’ambito della rassegna City Sound 2012.
Arrivo alle ore 8; la serata non è eccessivamente calda e il sole che comincia a tramontare crea dei begli effetti di luce sulle nuvole.
Il pubblico non è molto numeroso, nonostante la nutrita presenza di un contingente di fan nordeuropei, e l’età media è sopra i cinquanta ma questo non impedisce di ammirare un’incredibile varietà di camicie hawaiane.

Alle 9:10 la band fa il suo ingresso sul palco: prima entrano i rinforzi, tutti in camicia bianca e posizionati in seconda linea, poi, presentati uno ad uno, i cinque originali con camicie colorate. Si parte subito e per quasi tutto il concerto la band attacca un pezzo dietro l’altro, concedendosi pochissime pause.

Nonostante le rughe e i capelli bianchi non perdono colpi e sembrano in buona forma: il sound è molto curato, l’esecuzione solida e l’interazione tra i numerosi musicisti ben orchestrata; le armonie vocali e i cori a più voci, da sempre marchio di fabbrica della band, sono eseguiti magistralmente e non sembrano risentire affatto dello scorrere del tempo. Il repertorio spazia dai grandi classici degli anni ’60, quelli che più fanno ballare e cantare il pubblico, ai successi dei decenni successivi e c’è anche spazio per una citazione dall’album solista di Brian Wilson.

Quest’ultimo siede tutto il tempo dietro il suo pianoforte bianco, la mole imponente e lo sguardo un po’ vacuo, ma a parte qualche tentennamento nel canto la sua performance è all’altezza del resto. Tra pezzi allegri e ballate romantiche la band suona per più di due ore per un notevolissimo totale di 44 canzoni a cui, dopo appena un minuto di pausa, si aggiungono altri tre classiconi per il bis.

I Beach Boys hanno stupito tutti con un’esibizione intensa e di altissimo livello, come a ricordare a chi se ne fosse dimenticato perché siano entrati di diritto nella storia della musica, e non potevano celebrare in modo migliore cinquant’anni di carriera, una vittoria finale su tutti i problemi che li hanno travagliati nel corso degli ultimi decenni. Per quanto possa essere lungo l’inverno, alla fine l’estate ritorna sempre.

Do It Again
Little Honda
Catch a Wave
Hawaii
Don’t Back Down
Surfin’ Safari
Surfer Girl
You’re So Good to Me
Then I Kissed Her
Please Let Me Wonder
Wendy
Getcha Back
Come Go with Me
Why Do Fools Fall in Love
When I Grow Up (to Be a Man)
California Saga
It’s OK
Darlin’
Be True to Your School
Ballad of Ole’ Betsy
Don’t Worry Baby
Little Deuce Coupe
409
Shut Down
I Get Around
In My Room
All This Is That
Sail on, Sailor
Cotton Fields
That’s Why God Made the Radio
Heroes and Villains
Good Timin’
This Whole World
God Only Knows
California Dreamin’
Sloop John B
Wouldn’t It Be Nice
Good Vibrations
California Girls
All Summer Long
Help Me, Rhonda
Rock and Roll Music
Do You Wanna Dance?
Surfin’ USA

Encore:
Kokomo
Barbara Ann
Fun, Fun, Fun

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