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  • The Amazing Spider-Man 2: Il Potere di Electro

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Torna nei cinema il reboot di Sony dedicato all’Uomo Ragno. Dopo un primo, deludente capitolo “The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro” arriva sugli schermi potenziato: più azione, più cattivi, più minutaggio e purtroppo più buchi di sceneggiatura, firmata dagli ormai onnipresenti Kurtzman e Orci.

Ancora una volta sotto la direzione di Marc Webb, il giovane Peter Parker (Andrew Garfield) in versione più hipster e complessata della prima, storica trilogia, affronta le difficoltà di un difficile inserimento nel mondo del lavoro e della crisi del legame con Gwen Stacy (Emma Stone), consapevole della sua identità ma restia a farsi da parte per non correre pericoli. Oltre a un nuovo villain, l’Electro del titolo (un Jamie Foxx un po’ troppo manieristico) assistiamo a una nuova genesi per Goblin, interpretato dal talentuoso Dane DeHaan.

Come molte saghe cinecomics (Thor, Captain America, Batman), anche Spider-Man punta al potenziamento delle vicende e alla spettacolarizzazione per esasperare le svolte drammatiche nel suo secondo capitolo. A fronte di un’ultima mezz’ora davvero avvincente, il film risulta troppo lungo e pieno di spiegazioni, introduzioni di nuovi personaggi, flashback e altri elementi poco legati tra loro.

Nonostante gli sforzi di Garfield e Stone, la love story risulta tediosa e forzata nelle sue crisi, tanto che funziona molto di più il parallelo di figli alla scoperta del lato oscuro dei padri che accomuna Peter con l’amico d’infanzia Harry Osborne. Dane DeHaan è il colpo di casting che crea un villain strepitoso rimaneggiandone la genesi (James Franco chi?). Ottimo interprete, riesce con naturalezza a superare le svolte più fumettistiche del personaggio, donandogli pathos, cosa che non si può dire del deludente Foxx.

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