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  • The Axis Of Perdition: Physical Illucinations Ep

    The Axis Of Perdition

    Data di uscita: 02-12-2004

    Loudvision:
    Lettori:

La distruzione si è mutata in incubo

Bisogna inserirlo sul lettore CD con consapevolezza, con un presagio. Che niente sarà più lo stesso dopo il primo ascolto. Il “Timor dell’Asse”, sensazione che Miklon B e Brooke sono consapevoli di ispirare nell’ascoltatore, viene manipolato con saggezza, malizia, esperienza. “Interference From The Other Side – Pendulum’s Pray”, è un incubo che taglia. Ti stordisce con rumori che nascono dal silenzio, dal marcio dell’asfalto umido di periferia metropolitana: rumori minacciosi di una vita sotterranea, lievi interferenze digitali sempre più striscianti. Poi, ad un certo punto, la follia schizoide totale esplode improvvisamente come una sega circolare che si pianta sul metallo. Un’assordante stridere, l’urlo della macchina perfetta. “I have come to witness the beginning. The rebirth of Paradise, despoiled by mankind / Remember me, and your true self as well – also, that which you must become. The one who will lead us to paradise, with bloodstained hands”. Chi conosce gli Axis Of Perdition sa che la ricostruzione del Paradiso, con implicata vendetta sulla natura dell’uomo, è incondizionatamente legata ad uno spargimento di sangue. Musica che fa arrugginire il sangue, massacro preannunciato da “The Ichneumon Method” e che inizia con i chiaroscuri di “When The World Becomes Flesh”, con attimi di vuoto vertiginosi marcati da assalti frontali; chitarre cariche di presagi non certo sereni scandiscono con pomposità l’inizio dello scempio. Rispetto al precedente album, gli Axis Of Perdition sono andati sull’allucinante-allucinogeno, catturando le atmosfere più ripugnanti e terrificanti à la Silent Hill, dalla cui serie parte del concept è ispirato.[PAGEBREAK]In mezzo a depravati e disturbanti scream scavati nella coltre di noise industrial, i rallentamenti atmosferici con ipnotici e surreali lead di chitarra compaiono come pura follia. Come brevi flash luminosi, urla lancinanti fanno visualizzare alla mente violentissimi quadri insanguinati, macabre opere d’arte criminale portate a termine con perfezione chirurgica. Nelle note più rilassate c’è il ludico sadismo psicopatico di un serial killer lucido. “Pendulum Prey Reciprocating Horror” rigetta ancora una volta una maligna scarica di odio troppo precisa e troppo ben programmata per avere un coinvolgimento emotivo. E sprofonda ad un certo punto in una raccapricciante, folle, impressionante, disumana contemplazione di tossiche distese di chitarra, effetti digitali e campionamenti da incubo, urla distorte che salgono di ottava in ottava incalzando senza limite. “Reopening Wounds Of The Transition Hospital” si può considerare un breve intervallo, che prepara ad un perfetto secondo tempo. “Heaving Salvation In The Paradise Of Rust”, otto minuti abbondanti che si possono semplicemente definire: agghiaccianti.
Se fosse stato per la Appease Me Records “Physical Illucinations In The Sewer Of Xuchilbara” correva il rischio di non mietere vittime. Con la Code666 gli Axis Of Perdition hanno trovato il modo di dare al mondo 666 copie limitate di questa gemma del tormento. Vi auguro, se siete abbastanza forti per questo tipo di proposta, di essere fra i 666 testimoni di una cosa troppo disumana per essere distribuita diversamente. Le promesse per il futuro sono per qualcosa di ancora più mentale, mettendo a tacere coloro che mettono in discussione la potenzialità del duo britannico incolpandoli assurdamente per il noise troppo estremo, proprio per questo disumano, e per i tempi a volte troppo veloci, proprio per questo surreali e così drammaticamente evocativi.

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