Home > Recensioni > The Bankrobber: Rob The Bank

L’interessante rock’n’roll del Trentino

Formatisi nel 2006 e ora con una line up in gran parte modificata stabile dal 2008, i Bankrobber sono al loro secondo EP.

“Rob The Bank” contiene cinque brani di brit-rock, dei quali tre cantati in italiano, dei quali uno (“Moviola”), vede la collaborazione di Enrico Ruggeri. Il sound prende qua e là principalmente da Strokes, Oasis, Beatles e Clash. Alle sonorità tipicamente brit è abbinato un cantato italiano che si incastra alla perfezione, con testi particolari e non banali.

In sostanza qui abbiamo cinque brani molto interessanti. Secondo EP per un gruppo di ragazzi giovani ma sorprendentemente maturi, che con le quattro voci si avvicinano sensibilmente ad atmosfere tipicamente beatlesiane di fine anni ’60. Grande impatto sonoro nel complesso per il quartetto trentino.

“Io Ti Riavrò”, brano di apertura, si ispira al sound dei Subways, con i quali hanno anche affinità per via della voce femminile.
“Il Mio Giardino”, ultimo brano in scaletta e cantato in italiano, sembra la versione rallentata di “Digsy’s Dinner” degli Oasis, ed ha una parte di batteria molto articolata che dà colore ad un brano che rischiava di risultare musicalmente piuttosto piatto.

I due brani in inglese, “British” e “Invisible People” non sfigurerebbero in un disco indie uscito negli ultimi anni. La prova dell’EP è superata e ci sono tutti i segnali affinché i ragazzi abbiano un roseo futuro. A loro non farsi sfuggire l’occasione.

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Contro

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