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    The Bellrays

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Splendidi quarantenni

Che meraviglia, i BellRays. Sono in giro da vent’anni, e il loro motto è «Blues is the teacher, punk is the preacher». Lei è Lisa Kekaula e, se non per altro, la ricorderete come la voce di “Good Luck” dei Basement Jaxx.

C’è il punk e c’è il blues, OK, questo lo abbiamo chiarito. Ma in “Black Lightning” c’è anche il funk, la disco, lo stoner, e una buona quantità di spirito Motown.
L’album è costruito in maniera che il cantato, aggressivo e instancabile, sfoci in una traccia centrale come “Anymore”, che distilla un soul di fronte al quale Nina Simone si strapperebbe i capelli. Dalla gioia.

I brani, presi singolarmente, non hanno neanche quindici secondi di cedimento. Una trentina di minuti in tutto, tiratissimi, braccia alzate in aria, teste che si muovono avanti e indietro, scuotimento di culi. Se l’album sulle prime non decolla è perché i riff vengono schiacciati dalla presenza di Lisa Kekaula, una delle voci più incredibilmente vive che potrete mai sentire su disco. Questo fattore negativo, grosso modo, è irrilevante.

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Contro

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