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The Black Dahlia Murder: deathcore con stile.

Incazzati e schizofrenici sono le parole più adatte a descrivere i The Black Dahlia Murder. Il quintetto proveniente da Detroit sconquassa i nostri timpani con questi 33 minuti e mezzo di death/grind dal sapore inaspettatamente europeo. Inaspettato è infatti il loro gusto per una melodia che raramente si trova nelle band d’oltreoceano ma che è più un trademark della proposta del vecchio continente: gli stessi soli sono armonici e ben strutturati, ben lontani da proposte à la “ho il morbo di parkinson e adoro i cromatismi” cui ci ha abituato la scena estrema statunitense. Tuttavia, nonostante questa propensione per una certa melodia, i The Black Dahlia Murder sono una band estrema, e questo si evince fin dalle prime note di “I’m Charming”, primo brano vero e proprio dopo la strumentale “Built For Sin”, dove il batterista Zach Gibson sembra una macchinetta obliteratrice in preda al delirium tremens. Le chitarre sono sempre brutali al punto giusto (un insano amore per le terzine contraddistingue il rifferama di questo disco) e Trevor Strnad incastra a pennello lyrics ben costruite spaziando dallo screaming (talvolta forse troppo strozzato) al growl feroce ma sempre comprensibile. Nel complesso “Miasma” è un signor disco, in grado di farsi apprezzare da una larga fetta di utenza e ricco di spunti interessanti nei quali i The Black Dahlia Murder fanno emergere una personalità non indifferente. Qualche loro data in Europa sarebbe cosa buona e giusta, soprattutto per poter apprezzare l’esperienza live maturata in quasi due anni di tour in supporto a band del calibro di Arch Enemy e Napalm Death.
Piccola nota: sul sito della band è possibile vedere il videoclip di “A Vulgar Picture”, schizofrenico come tutto il progetto del quintetto statunitense.

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