Home > Recensioni > The Blacklies: Groundfloor

Indietro nel tempo

Un pizzico di cross over mixato ad una voce melodica e pulita, punte rock unite a bagliori di elettronica. È questo il sound dei Blacklies nel loro album d’esordio, “Groundfloor”.

Undici brani per questa band toscana, potenti, che spaziano tra forza, pienezza del suono e melodiose riprese vocali.

“September Dust” ne è la sintesi con il suo alternarsi di toni bruniti e rugginosi.

Ascoltandoli sembra quasi di tornare indietro nel tempo, a quando si andava a scuola e ci si sparava nelle orecchie i System Of A Down o i Korn. E prendendo al volo questa macchina del tempo ci si rende conto che la scena musicale ha ancora bisogno della passione e del coinvolgimento che questa band sta riuscendo a trasmettere, soprattutto per un pubblico giovane che ha voglia di pogare.
Lo stile Blacklies è più adattabile ad un pubblico internazionale rispetto a quello italiano dove c’è ancora chi si spaventa a sentire parlare di crossover.

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