Home > Recensioni > The Child Of A Creek: Find A Shelter Along The Path

Fa tutto lui

È nato nel 1978 in un piccolo paese industriale.
Questo è quanto si sa dell’uomo che manipola i fili dell’album, cantato, suonato, registrato e mixato senza l’aiuto di altri. Parlare di versatilità è davvero poco, insomma.

Al prodigio piacciono le atmosfere tetre ed instabili, ricamate da arpeggi ripetuti incessantemente fino alla totale perdita dell’orientamento acustico. Numerose sono le citazioni di generi quali il folk, il blues ed il country, che umilmente si inchinano alla maestria delle armonie arabe, fondendosi in accordi fiabeschi degni di accompagnare le storie di Shahrazad.
L’onirismo sfuma nei colori della nostalgia e si spegne nella mestizia, mentre una voce risuona vibrante nell’aria.

Il disco si presenta bene già dalla copertina, che è una piccola opera d’arte grafica in cui sono racchiuse semplicità ed immediatezza comunicativa.
Le nove tracce segnano un percorso di crescita interiore sia dell’artista sia dell’ascoltatore: scopo del cammino, di fatto, è la ricerca di un rifugio. Quest’ultimo, tuttavia, non vuole divenire un luogo di isolamento dal resto del mondo, ma piuttosto un nido ove custodire le proprie certezze.
È la vita che ancora una volta chiede all’uomo di affrontarla.

Pro

Contro

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