Home > Recensioni > The Child Of A Creek: The Earth Cries Blood

Quando il sangue porta alla riscoperta di sé

“Registrato in un angolo della casa, in disparte, con lo sguardo lucido rivolto alla finestra fredda, questo lavoro esprime un parallelo oggi più che mai necessario: quello tra le sofferenze dell’Uomo, solitario e diffidente, e le sofferenze della Madre Terra, sempre più lacerata ed incattivita.”

Lorenzo Bracaloni, conosciuto sulla scena musicale neofolk ed ambient come The Child Of A Creek, non avrebbe potuto definire meglio il suo ultimo album, che già dalla copertina si annuncia introspettivo e strettamente personale. Il conflitto tra natura e uomo appare fin dall’incipit “Morning Comes”, dove l’elettricità si tramuta in una sofferenza armonica. Ad aiutare il bambino è Pantaleimon (Current 93), presente nella quasi orientale “Don’t Cry To The Moon”.

The Child Of A Creek aveva catturato il nostro orecchio sin dall’esordio, ma questa volta, con “The Earth Cries Blood”, lo si percepisce ancora più materiale e fisico, consistente nel vero senso della parola. Gli undici brani- completamente in lingua inglese- vedono cullarsi tra loro flauti, sintetizzatori, chitarre, organo e pianoforte in una commistione assoluta che culmina nella regale “My Will To Live”.
Si sente la perizia del Bracaloni, si sente che per lui questo lavoro è importante. E speriamo lo possa essere pure per voi.

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