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Ritorno promosso a pieni voti

La loro ultima produzione era del 2001. Poi lo scioglimento, quattro best of e, dopo una decina d’anni, la reunion.

Solitamente, al suono della parola reunion viene automatico storcere il naso, ma i Cranberries hanno fatto di tutto per realizzare un buon disco. A inizio anni 2000 erano palesemente in parabola discendente, ma a un decennio di distanza dimostrano di avere ancora qualcosa da dire. Certo, non ci troviamo davanti a niente di particolarmente esaltante, ma il pop sprigionato da questo disco è davvero coinvolgente e ben prodotto.

Pezzi come “Tomorrow”, “Conduct” oppure “Losing My Mind” sono dei piccoli gioielli inseriti in una collana non preziosissima ma comunque valida. Bentornati.

Sostanzialmente il disco è molto più morbido nelle sonorità rispetto ai primi lavori e si avvicina maggiormente alle ultime produzioni della band seppur con superiore qualità.
“Losing My Mind” è una splendida ballad che ha nel ritornello il suo punto forte, così come “Tomorrow”, molto simile allo stile del classico “Animal Istinct”. “Schizophrenic Playboy” è l’unica traccia dura, con una Dolores in gran forma rispetto al 2001. Un buonissimo disco pop, piacevole da ascoltare così come la voce della O’Riordan, non al top nei suoi due dischi solisti.

Pro

Contro

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