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The Crown: Panzer

Stanno per assurgere al ruolo di icone del metal estremo e senz’altro la presenza al microfono dell’ex-cantante degli At The Gates non potrà che aumentare la loro popolarità. Sentiamo cosa pensa il leader dei The Crown di questa crescita.

Ciao Marko, anche io sono un webmaster, quindi siamo compagni di lavoro! Parlando del nostro lavoro, ho notato che il vostro sito è stato rinnovato in occasione del nuovo album, come usuale. Quant’è importante un sito per una band?
Penso che sia molto importante perché è così facile per la gente avere informazioni ed entrare in contatto con la band! È come una versione moderna di un fan club, perciò non c’è bisogno di un fan club, se la band ha già un sito. Inoltre i fan possono avere tutte informazioni che vogliono, possono comprare della roba, possono entrare in contatto con i membri della band. Penso che sia molto importante.

Ma so che il vostro nuovo cantante non è così al dentro delle nuove tecnologie…
Sì, lui è pericolosamente old school! Ma è l’unico ad esserlo, tutti gli altri ragazzi sono invece molto al dentro.

Per quanto riguarda Tomas: è stato un grosso cambiamento della vostra lineup. Come è avvenuta la separazione da Johan?
Sapevamo che sarebbe successo, dato che Johan ne aveva parlato qualche volta. Era in un certo modo stanco di andare in tour e fare sacrifici per la band, sia finanziariamente che per la moglie e la famiglia. Voleva avere una vita più normale e rispettiamo la sua decisione, dato che ci sono un sacco di sacrifici che devi fare per questo lavoro e lui ha fatto la sua scelta. Non è stato licenziato, abbiamo avuto una conversazione e siamo giunti alla soluzione che la cosa migliore era che Johan lasciasse la band, in modo che noi potessimo andare avanti, dato che Johan nella band ci avrebbe forzato a rinunciare a gran parte dei concerti, e non non volevamo.

Ora canta in una piccola band oppure non fa niente?
No, niente.

E com’è invece stato l’incontro con Tomas?
Lo abbiamo semplicemente chiamato, dato che lo conoscevamo già da un po’ di anni. Quando abbiamo deciso che Johan avrebbe lasciato la band c’è stato un incontro ed abbiamo discusso chi sarebbe stato il rimpiazzo perfetto per lui, Tomas è stato l’unico nome che è venuto fuori, speravamo davvero che accettasse l’offerta e fortunatamente l’ha fatto. Lo abbiamo semplicemente e lui ci è stato totalmente. Non avevamo nemmeno un piano B se Tomas avesse detto di no, non sono sicuro di cosa sarebbe successo, se la band si sarebbe sciota o cosa. Non volevamo assolutamente avere uno totalmente nuovo, dato che lavoriamo da parecchio e volevamo un uomo d’esperienza in quel posto, uno a cui non si dovesse spiegare come funziona tutto quanto. Tomas è stato l’uomo perfetto per i nostri bisogni.

Come ha cambiato la band e la musica?
Non molto, dato che tutte le canzoni erano giò scritte quando è entrato a far parte della band. Ha soltato scritto i testi delle mie canzoni, che sono la metà dell’album, e penso che il suo stile si possa sentire, è il tipico stile di Tomas. Ma abbiamo anche lavorato molto insieme sulle canzoni, perciò non diventeremo gli At The Gates o qualcosa del genere, è soltato che il suo stile personale si è aggiunto al nostro e penso che suono molto bene.

Lui ha anche cambiato qualcosa all’interno della band, magari quando registravate l’album? C’è stato qualcosa di diverso?
Veramente no, abbiamo fatto tutto come al solito. Voglio dire, quando era ora che Tomas registrasse le voci è stato come al solito, lui cantava e noi ascoltavamo e proponevamo le nostre idee. La nostra è una band molto democratica, ogni volta che ci sono delle idee le proviamo e se funzionano le adottiamo, chiunque sia stato a proporle. Perciò ogni cosa che facciamo è un lavoro di squadra, anche che siano le vocals oppure anche molte idee riguardanti la batteria viene dagli altri. Lavoriamo parecchio insieme, perciò Tomas era l’uomo giusto dato che era perfettamente d’accordo con questo gioco di squadra, perciò non vi è stata alcuna differenza.
[PAGEBREAK] Il vostro ultimo album è stato abbastanza, direi molto, di successo. Mi puoi descrivere in particolare le differenze tra “Terror” e “King”?
Penso che una delle differenze maggiori sia che abbiamo velocizzato un po’ le canzoni. In qualche modo penso che sia la prosecuzione dello stile di “Deathrace King”, dato che ci sono ancora un sacco di chitarre thrash. Penso che abbiamo lavorato molto sulle melodie, per renderle un po’ più catchy. È milgiore sotto ogni aspetto e questo era il nostro obiettivo principale, utilizzare quello che avevamo già fatto. Penso che ci siano dei richiami da tutti gli altri album su questo. Penso che sia un altro passo in avanti.

Hai delle tracce preferite in “Terror”?
Mi piace molto “World Below”, la più pesante di quest’album. È molto bella e penso che suonerà molto bene dal vivo. Così come la conclusiva “Death Metal Holocaust” che è una canzone molto speciale per noi. È una canzone vecchia, una delle prime che abbiamo mai suonato nella band, ma non era mai stata registrata. Ci sono anche delle guest vocals di Johan, perciò è una canzone speciale per noi.

La mia preferita è “The Speed Of Darkness”… È un tributo ad una serie TV?
È una canzone speciale con una parte centrale speciale, è decisamente carina!

Chi ha scelto di realizzare una cosa del genere?
È stata un’idea di Magnus. Sono sorpreso che non ci sia stata più gente ad accorgersi che abbiamo usato il tema di Nightrider nella parte centrale. Ero preparato al fatto che tutti se ne sarebbero accorti, ma al momento soltato pochi lo hanno fatto, perciò mi piace!

Come chiamate quel film?
Nightrider

Ah! Qui in Italia è Supercar! Quanto è importante per voi la velocità?
Be’, la velocità è molto importante per noi, dato che sappiamo come suonare velocemente e come farlo bene. È naturale per noi suonare veloce, ma non decidiamo di suonare sempre più veloce. Non è un obiettivo, ma una cosa che viene fuori ogni volta. Può darsi che un giorno registreremo un album più lento, ma ora ci sembra bello suonare veloce. Specialmente dopo “Deathrace King” siamo stati in tour con molte band brutal, perciò siamo stati ispirati da loro ed abbiamo voluto velocizzare ancora le cose.

Ho trovato la produzione abbastanza diversa da quella di “King”, molto potente e pesante.
Sì, sono d’accordo, questa è la differenza maggiore, è molto più pesante. Puoi ancora udire tutto, puoi sentire tutta la batteria e il resto, è decisamente più potente.

Ho letto la vostra biografia targata Metal Blade, che è la stessa del vostro sito. Come mai avete scelto un’attitudine così cattiva?
Penso che siano soltanto temi tratti dai nostri testi, riflette soltanto le canzoni.

Cantate spesso del Diavolo nelle vostre canzoni, perché siete così arrabbiato nei confronti della religione?
Non credo che siamo arrabbiati con la religione. Alcune canzoni sono su Satana o sulla Cristianità, specialmente nelle più nuove c’è una più profonda attenzione verso questi temi, basta guardare i titoli. Ad esempio la canzone “Satanist”: se la leggi, l’etichetta Satanist può essere affibbiata a tutte le persone, dato che c’è scritto che non c’è nulla di più alto di te stesso. Per un certo verso è una canzone positiva. Non c’è un’adorazione del Diavolo nei testi, sono soltanto testi forti.

Perché avete scelto il logo dei Venom per il vostro artwork?
È stato un tedesco a spedircelo per e-mail e quando lo abbiamo visto, abbiamo semplicemente pensato fosse carino. Molti ci chiedono se sia un tributo ai Venom, ma non lo è. È soltato una bella cosa, hanno rpeso il logo dei Venom, l’hanno deformato e ne hanno fatto un logo dei The Crown, perciò ci siamo semplicemente innamorati di esso. Pensiamo sia molto bello e ne faremo perfino una maglietta!
[PAGEBREAK] Adesso partirete per un lungo tour americano. Come mai avete deciso di andare là per così tanto tempo?
Sembra giusto partire dagli States perché il loro responso è stato incredibile. Tutte le riviste, gli addetti ai lavori, tutti sono totalmente al dentro dell’album, perciò ci è sembrato giusto partire da là. Adesso andremo per un mese ed è la prima volta che saremo headliner negli States, perciò sarà un mese interessante ed i piani sono di ritornare un’altra volta negli States quest’anno. Ma certo non dimenticheremo l’Europa, verremo anche qui in tour, ma ci sembrava giusto partire la promozione dagli States.

Sai già quando tornerete in Europa a suonare?
Quasi sicuramente verremo in tour in Autunno, questo è quanto posso dire per il momento. Non ho idea se saremo headliner, se saremmo in un grosso gruppo di band o cosa. Sicuramente saremo in tour al 100% in Europa quest’anno.

Cosa pensi del metal americano e della scena ameircana?
È abbastanza diversa. Mi piace il fatto che tutte le death metal band degli States sono dieci volte più professionali della media europea, sono così seri in tutto quello che fanno e sono tutti molto abili con i loro strumenti. È un’attitudine diversa che anno di lavorare nella musica estrema. Ed anche i fans sono diversi. Quando vai in tour negli States e guardi in mezzo al pubblico tutti hanno i capelli corti, oppure se hanno i capelli lunghi probabilmente suonano in una band. In Europa vedi capelli lunghi e metalheads dovunque, negli States è diverso. Inoltre negli States amano di più il mosh pit ed è probabilmente più violento dell’Europa. Gli europei preferiscono cantare ed fare dell’headbanging. Sono belli entrambi i modi, però sono modi diversi di essere dei fan.

E per quanto riguarda il Nu Metal americano?
Noooo, ho alcuni problemi al riguardo, non mi piace per niente. Non è decisamente quello che fa per me.

So che Tomas canta per molte band, ma gli altri, hanno dei side project?
No, Tomas è l’unico che ha altri doveri, il resto di noi è concentrato al 100% sui The Crown.

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