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  • The Crown: Possessed 13

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Hell is here!

Il ritorno dei The Crown, come recita lo stesso artwork, si presenta come un tributo agli horror movie degli anni d’oro, proprio quelli girati con budget nullo, coltelli e affascinanti fanciulle desnude coperte di ketchup un po’ ovunque. La realizzazione dell’ottimo concept si deve ai ragazzi del Locust team, proprio gli stessi che stupirono la folla ideando il logo Crenom presente su “Crowned In Terror”. Questa volta a loro è toccato il completo artwork (sito incluso), impreziosito da un nuovo logo, sicuramente ben noto a chi soffre di mal d’orecchi.
“Possessed 13″ richiede però ancora delle spiegazioni che esulano il lato prettamente musicale, è infatti doveroso citare che il magico numero che identifica la possessione è volutamente misura del numero di anni da cui la band è in attività, elemento non trascurabile alla luce della decisione di rispolverare dei vecchi riff sepolti sotto una coltre di polverosi demo e finalmente pronti per essere presentati al grande pubblico. Il confronto con le ingenue versioni originali potrà essere effettuato acquistando la lussuosa edizione di lusso in black digipack, contenente appunto una manciata di tracce demo.
Cosa aspettarsi dunque da un disco che pone le sue fondamenta su materiale di questo tipo? È proprio un ritorno alle origini, alla semplicità più aggressiva e all’aggressività più diretta quello che contraddistingue “Possessed 13″. L’ingresso di Tompa Lindberg (poi cacciato/fuggito per divergenze che potremmo definire comportamentali) aveva portato ad un inasprimento del sound, giunto ormai al limite del death, inoltre carico di quelle divagazioni a cui è possibile lasciarsi quando il metronomo non toglie il fiato. L’idea è stata dunque quella di tornare a picchiare ciecamente senza alcun controllo. Le ritmiche sono tra le più veloci mai prodotte dalla band, sempre precise dal lato basso/batteria, meno da quello chitarra. È infatti il duo Thervonen-Sunesson a perdere più degli altri sulla lucidità, nonostante volate solistiche quali quelle di “Morningstar Rising” restino memorabili.
Per concludere la panoramica sugli attori, è d’obbligo omaggiare il ritorno del figliol prodigo Johan -Total Satan- Lindstrand, che sin dall’attacco “No Tomorrow” spazza via con violenza ogni concorrente. Più o meno lo stesso che tenta “Possessed -Furia Cieca- 13″, non sempre memorabile ma comunque mortale!

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