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The Dillinger Escape Plan: Under The Running Board

Come annacquare un buon vino, parte prima

Che la Relapse sia costretta a fare cassa, ultimamente? Potrebbe essere l’unica spiegazione possibile dietro alla caterva di ristampe che sta buttando fuori negli ultimi mesi. Ristampe che si dividono equamente tra l’utile (vedi alla voce Morgion) e il meno utile (il primo dei Cephalic Carnage?).
Questo mese tocca ad “Under The Running Board”, fulminante EP dei Dillinger Escape Plan risalente al 1998, quando suonare questa roba aveva ancora un senso. 7 minuti e 33 secondi sufficienti a spaccare tutto, tra i momenti jazzati di “Sandbox Magician”, le citazioni zorniane di “The Mullet Burden” e la quasi meshugghiana “Abe The Cop”.
Già, questo EP fu davvero una botta notevole dieci anni fa. E oggi? Oggi diciamo addio all’urgenza e allo spirito hardcore, perché la Relapse ha deciso di allungare il brodo con 9 tracce live e una cover di “Paranoid”, forse per giustificare il prezzo dell’EP. Intendiamoci, non c’è nulla di male nell’aggiungere bonus tracks in una ristampa, anche perché i pezzi live sono una testimonianza notevole di quanto casino fossero capaci di fare i Dillinger prima di rincretinirsi totalmente. Ma qual è lo scopo ultimo di ripubblicare un EP la cui reperibilità è fortunatamente ancora piuttosto alta, rimpolpandolo con materiale che poteva essere raccolto magari in un disco live?
La risposta è che non c’è scopo, se non quello di fare cassa.
Si sono viste operazioni peggiori, e se siete collezionisti o nel vostro negozio di fiducia non avete mai trovato questo “Under The Running Boards” potreste anche pensare di investire i vostri 12€ o quel che è in questa ristampa.
Permetteteci però di alzare comunque il sopracciglio, pensosi.

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