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    The Dø

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Franclandesi

Olivia Bouyssou Merilahti non si addice a qualcuno nato in Francia; effettivamente, si tratta di un nome finlandese, quello della metà femminile che compone i Dø. L’altra metà (quella fallica) è Dan Levy.

Il duo, stabilitosi a Parigi, propone un indie rock gradevole all’udito e non eccessivamente impegnativo – a meno che il Q.I. non scenda in modo clamoroso. Caratteristica principale dell’operato in studio è lo sfondo trasognato su cui si stagliano man mano le tredici tracce: coretti (“Too Insistent”), cenni di elettronica (“Dust If Off”) e archi calorosi (“Bohemian Dances”) contribuiscono a creare un incanto paesaggistico tutto mentale.
Affidate il vostro inconscio alle loro mani.

Se siete stufi di cose architettate a menadito che risultano false o comunque troppo artificiose, ricordate che il suddetto album è un buon punto per l’umanità intesa come c’è scritto sul vocabolario.
Dal momento che umano è anche errare, abbuonate ai Dø qualunque pecca vi parrà di percepire – sarà addirittura illogico trovarne.

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Contro

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