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The Duel (in Heaven): Reece vs Bert Heerink

Due brand molto simili nel nome e nella proposta: la classica dicotomia tra buoni e cattivi, ordinati e ribelli, trova nella Heaven, label teutonica introspettivamente riservata in gran parte ai propri talenti nazionali, una tutt’altro che netta cesura.

La Metal Heaven, appunto, e la AOR Heaven spesso si interscambiano, si confondono, invertono la propria territorialità. Non poche volte prodotti AOR vengono stampati con il marchio metal e viceversa, ma, come il popolo ama dire, “ciascuno è libero di fare ciò che vuole a casa propria”.

Questo mese capitano a puntino due release di qualità superiore alla media delle colleghe Heaven, due autori solisti, che giocano la carta dell’esperienza professionale. Quale migliore occasione per vederli battersi sul ring, primo “duello” della nostra rivista: i Reece, con “Universal Language”, contro Bert Heerink, con “Better Yet”.

Al gong, chi sferra il primo colpo è Bert, storica voce dei Vandenberg. L’assetto del montante è identico a quello della band madre: hard rock pulito, sul modello eighties, ritmico e melodico (anzi, profondamente melodico). “Panic Attack” è un singolo killer, veloce ed uncinato.
I Reece invece rispondono con un tempo più lento. Il loro sound, caratterizzato dall’interessante gutturalità di David Reece e da un riffing più squadrato e aggressivo, gioca su un feeling apparentemente sporco e blues-oriented; ma, anche in questo caso, la melodia è padrona del tutto.

Sulla media distanza i due prodotti tendono a trovare una linea comune: il rock, nella sua duplice veste hard e adult oriented.
Poi, Bert appare prediligere il movente ballabile. I lenti si moltiplicano e tutto l’album si tira dietro questa sensazione di anacronistica morbidità. Eccessiva, a nostro parere.
Al contrario, i Reece presentano un lavoro meglio amalgamato, che riesce a mantenere due piedi in due scarpe. E anche la musicalità, in definitiva, appare più gradevole.

Vince, per knock out, David Reece: non una vittoria ai punti perché Bert si era già afflosciato al decimo round. Non l’incontro dell’anno, ma un bel derby.

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