Home > Recensioni > The Empire Shall Fall: Awaken

Crollano i muri delle certezze…

Debutto al fulmicotone per questi ‘raccomandati’ di lusso, che hanno i Korn fra i modelli principali. Songwriting vario, voce mid-growl che alterna aggressività e melodia e in cui scorre in parallelo una certa complessità del suono, e variazioni quasi prog (“Awaken”).

L’album possiede la giusta cattiveria per lasciare il segno ed è un buon esempio di metal ibrido che conta ora decine di band al seguito. I puristi storceranno il naso, ma questo mix di heavy classico, con punte di blues (“We The People”), intrecciato alla voce potente e ai veloci cambi di tempo si rivela decisamente interessante.

Spiccano poi la tiratissima e isterica “Choir Of Angels”, i particolari mid-tempo di “Voices Forming….” e “Our Own”, in controtempo, allucinata e sostenuta dalla tessitura drammatica delle due voci.

“Awaken” è il classico ‘disco cipolla’: inganna al primo ascolto, ma dopo due-tre volte si scoprono le sue indubbie qualità. Un po’ più ironici dei Black Label Society, sembrano averne copiato il muro sonoro, ma rendendolo meno monotono.
“Choir Of Angels” vale tutto il CD, con la parte finale che rievoca un deserto sconfinato, terra arida da percorrere in macchina, allucinazioni da sabbia costruite dalla trama preziosa degli arpeggi di chitarra. Promossi a pieno titolo come gruppo attenzione della seconda metà del 2010.

Pro

Contro

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