Home > Recensioni > The Ex KGB: I Putin
  • The Ex KGB: I Putin

    The Ex KGB

    Loudvision:
    Lettori:

Mission accomplished

Inutile sprecare tante parole. Tra i pregi di “I Putin” c’è senz’altro quello della frizzantezza. Cioè: il feeling funky e groovoso di tutto il platter non solo mette di buon umore, ma soprattutto rende altamente digeribile la destabilizzazione sonora e strumentale. Ovvero il tipico casino-post-punkettaro-ma-anche-un-po’-progressivo-che-non-si-capisce-se-lo-fai-apposta-o-se-non-sai-suonare (qui: sai suonare).

Oltre a ciò, restano gli arrangiamenti azzeccati, l’equilibrio tra i vari layer e la melodicità – che non guasta mai. E tanta ironia.

Certo che se il primo disco te lo produce Ronan Chris Murphy, produttore di King Crimson e Tony Levin, giusto per capirci, vuol dire che qualcosa ce lo devi avere per forza. E Murphy avrà pure aiutato il combo padovano a fare uscire al meglio il proprio meglio, ma la materia prima ce l’hanno messa loro. In pratica: thumbs up e dita incrociate per gli Ex-KGB.

Pro

Contro

Scroll To Top