Home > Recensioni > The Flaming Lips: The Terror

Nel mezzo del cammin…

Ogni disco dei Flaming Lips è un ulteriore tassello, un passo avanti verso il grande spettacolo messo in scena da Wayne Coyne: un mondo educolorato dove trionfano gioia e spensieratezza, il dolore e la paura non sono che un lontano ricordo.
Uno show che rivive nei live del gruppo statunitense e, in piccolo, nei loro album.
Sarebbe un errore liquidarli come rock band psichedelica: la loro somiglia più ad una missione salvifica ed onirica, ma stavolta, nessuno si salverà.
In “The Terror” le atmosfere si fanno gravi, la luce è un timido bagliore e filtra appena nelle 9 tracce venate di distorsioni/ronzii che aumentano il senso cupo e claustrofobico. Un disco di ossessioni e (r)umori, lisergicamente meravigliosi.

Lavoro cangiante, di rara bellezza e complessità, si rivela un vero e proprio percorso nella selva oscura dantesca (o coyniana?) acquistando peso e forza, ascolto dopo ascolto.
Le mistiche “Look The Sun Is Rising” e “Be Free.. A Way”, sembrano suggerire un timido e debole sorriso di speranza che si affievolisce nella claustrofobica “You Are Alone”. Quale sarà il verdetto finale? “Always There, In Our Heart” sembrerebbe accennare una risposta.
Un viaggio mentale o un’esperienza? No,”The Terror”.

Pro

Contro

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