Home > Report Live > The funkiest man alive

The funkiest man alive

Location quanto mai insolita per un concerto funk, sicuramente prima di iniziare le sposteranno“, pensavo ingenuamente riferendomi alle centinaia di sedie ordinatamente disposte di fronte al palco che da lì a poco avrebbe ospitato Seun Kuti & The Egypt 80 e successivamente l’icona del funk Maceo Parker!

Si spengono le luci e inizia la musica.

Fin da subito alcuni, costernati quanto me dalla presenza delle sedie, decidono di distribuirsi lungo i lati della platea per lasciare andare liberamente il proprio corpo ai ritmi afro-funk di Sean.

Sul palco due ragazze estremamente seducenti danno l’esempio e la calca ai bordi degli spettatori più ordinati aumenta sempre più. Servono un paio di pezzi, non di più, e inizia l’invasione. Chi è seduto neanche se ne accorge, ma una folla danzante ha deciso di conquistare le transenne e tutti gli spazi non occupati dalle sedie.
Alcuni, forse i più pettinati, abbandonano il campo e si arrendono all’innarestabile forza della musica e della bolgia.

Tutto è ritmo ora, Sean Kuti in tinta da capo a piedi con un perfetto completo scuro dirige la band e fa suo il palco.

YYYYY AAAAAA POOOOOO, YYYYY AAAAA POOOOO, gente in delirio, sottoscritto compreso e ugole perse. L’eredità del padre Fela è ben raccolta da Sean che incanta il pubblico e lo tira letteralmente sul palco per una performance incredibile. Sarò razzista o quel che volete ma non c’è nulla da fare, come diceva Nino Ferrer se hai la pelle nera hai qualcosa in più.
La band inizia a rincorrersi sul palco sulle note di un tema mozzafiato e incalzante e in breve senza preavviso alza le tende e svanisce così come era arrivata: un colpo al cuore e uno alle gambe salutando con la mano.

Non ho più forze, come farò con Maceo?

La situazione sembra stravolgersi, o forse no. Chi ha conquistato posizione non arretra di un passo e acclama l’eroe. Una ragazza si palesa sul palco e accompagnata dalla band presenta The funkiest man alive: Maceo Parker!

Ma non era Rufus Thomas the funkiest man alive? Ah no, lui ci ha lasciato un po’ di anni fa, forse il titolo è passato (di diritto, a mio avviso) al sassofonista di James Brown, nonché collaboratore di innumerevoli artisti quali RHCP, George Clinton, Ani Difranco, Dave Matthews Band…. Che fosse poi anche stato leader dei Jb’s, storica band di James Brown, è un’altra storia, o forse questa serata è il suo proseguimento, non si sa.

I classici non si fanno mancare, Maceo affianca ai pezzi del suo ultimo cd vari brani dell’epoca d’oro del funk e ripete costantemente: “we love you” e “everybody loves to fuck inside“.

Semplicemente fantastico.

La band si presenta come le migliori, con ammirazione noto il bassista nero e ciccione, un tastierista venuto fuori dalla fabbrica della milka, un trombonista che potrebbe benissimo far parte degli Outkast e un trombettista impettito e magnifico che strega con due soffi e uccide con tre. Tralascio la fender extra-vintage del chittarista che con l’ausilio di tre pedali in tutto riesce a ottenere dei suoni d’altri tempi, roba che chiunque suoni con un po’ di passione ci perde la testa per una vita.

Inutile, l’esperienza c’è e si vede tutta, Maceo balla, canta, suona sassofono e flauto traverso come se respirasse, fischietta e intona nel silenzio più totale i suoi brani migliori.

Il concerto finisce con una versione stravolta dell’immancabile “Pass The Peas”.

I miei organi interni non rispondono più molto bene, forse per colpa del mio dimenarmi o forse per il ritmo che fatica ad andarsene, non so. Mi sono divertito un sacco e alla fine di ogni live questo è tutto ciò che conta. Grazie.

Scroll To Top