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Il vostro disco preferito del 2012

Una volta sulla vetrina di un parrucchiere cinese c’era incollata la scritta “Taglio cappella 8 euro” e il proprietario si chiedeva come mai nessun uomo entrasse. La scritta poi l’ha tolta.

Nel frattempo i Futureheads hanno lavorato sodo per poter far uscire il quinto album praticamente adesso. Ed è TUTTO a cappella, ma per davvero. Cioè, sono undici canzoni fatte esclusivamente con la voce, e mica canzoni del cazzo.
Alcuni sono brani del vecchio repertorio (“Meantime”, “Man Ray”), altri sono cover di pezzi tirati fuori dal cassettone dei ricordi (“Sumer Is Icumen In”) o dalle classifiche pop più recenti (“Meet Me Halfway”). Infine, quelli nuovi.

La cosa importante è che la band fa il culo così al mondo intero.

Volete sentire Barry Hyde che col suo tremendo accento del nord d’Inghilterra fa rivivere “Beeswing” di Richard Thompson? Oppure trovate che “Sumer Is Icumen In”, il controcanto più figo del Medioevo, debba essere riportato in voga?
Vogliamo parlare di “The Old Dun Cow”? No che non vogliamo, guardatevi il video piuttosto.

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Contro

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