Home > Recensioni > The Gates Of Slumber: Conqueror

Bicipite power

Che gioia, un clamoroso tuffo ai primordi del metallo! Oh gaudio, un gruppo che sbatte un palestratissimo Conan in copertina, alterna passaggi lenti e sabbathiani ad accelerazioni che rimandano ai Judas Priest o magari ai Manowar più tirati! Quanto sentivamo la mancanza di un’oretta abbdonante di musica vecchia e stant… No, scusate, senza tempo!
Qualcuno dica ai Gates Of Slumber che gli anni ’80 sono passati da tempo, che c’è differenza tra ispirarsi ai grandi del passato e copiarli pedissequamente e senza un’oncia di interesse, magari qualcuno faccia sentir loro i Jex Thoth, che pur suonando polverosi e anni ’70 hanno l’invidiabile capacità di suscitare emozioni. Cosa che ai Gates Of Slumber manca clamorosamente. “Conqueror” è un disco che si trascina stancamente, un lavoro che potrebbe attirare un fan nostalgico dei Cirith Ungol in cerca di un surrogato dei suoi idoli passati e pochi altri.
Last but not least, qualcuno vieti la pubblicazione di dischi che contengono titoli come “Children Of Satan” o “To Kill And Be King”, per pietà.

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