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    The Gathering

    Data di uscita: 01-05-2006

    Loudvision:
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Piccole a(stra)zioni

Abbandono per un attimo soltanto, il mio ruolo ‘professionale’… E m’abbandono. All’evasiva dolcezza, al (e)motivo cullante, alle più celest(ial)i vibrazioni. “Home” echeggia il trip-rock di “Souvenirs”, ma il suo spirito appartiene ormai ad un baratro di confine tra realtà ed aldilà talmente sottile, da perdersi nella coscienza del tempo. Un’elettronica iperborea ed inafferrabile, spinta oltre i limiti dell’atmosfera comprensibile, ma che riesce a risultare percettibilmente carezzevole. Ipnotico e danzante in episodi quali “In Between” e “Solace”, materno e rapito invece, in tran/cce come “Waking Hour” e “Forgotten”, quest’album possiede sia l’ombreggiatura lunare dei precedenti lavori sperimentali ed avveniristici, che la vena più melodica e riflessiva del toccante acustico, adornandosi d’una ghirlanda d’eredità preziose la fronte ampliata da profonde riflessioni.
Lo rivesto, mi riprendo. E mi rendo conto che, purtroppo, “Home” rimbomba anche in modo un po’ troppo manieristico. Ed anche, forse, troppo poco ispirato ed impulsivo. Una Anneke, come sempre ultimamente, evocativa ed eterea; ali dispiegate, come sempre dall’evoluzione futurista in avanti, in correnti atmosferiche di venti tiepidi e dilatati; una sessione ritmica, come sempre dall’abbandono del metal, ovattata e distesa, morbidamente compatta… E se è vero che, a questo punto, i The Gathering dai reiterati ‘come sempre’ si sentono accuditi e custoditi, altrettanto vero è che, a questo punto, tutti noi cominciamo a nutrire una sana, famelica bramosia di qualcosa che vada ben oltre il ‘di più’. Personalmente, comincio ad aver bisogno che mi stupiscano ancora.

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