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  • The Gathering: Nighttime Birds

    The Gathering

    Data di uscita: 21-12-2006

    Loudvision:
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In partenza per nuovi pianeti

1997: l’ultima esplosione. Da quel momento in avanti, Anneke&Co. galleggeranno, eterei ed alieni, abbracciati ai meteoriti di quello che fu il pianeta “The Gathering”. “Nighttime Birds”: natura ultima, ultima terrestrità. Da quel momento in avanti, il combo olandese s’avvicinerà sempre più all’astrazione celeste, allontanandosi esponenzialmente dall’umana concretezza.
Quest’album, è una celebrazione di Madre Natura; ogni lirica un elemento, ogni strumento una stagione. Le chitarre elettriche suonano ancora come il romantico effluvio di suoni morbidi ed avvolgenti ch’è reminiscenza di “Mandylion”. L’anima però si libera, guidata dalle tensioni vocali, verso un’esplorazione nettamente diversa dal precedente. Tuona la sessione ritmica d’un autunno repentino ed umido, alternando silenzi da falsa quiete, preludi alla rinvigorita tempesta; le chitarre stridono e turbinano capaci, proprio come la neve, tanto di raggelare le ossa quanto di consolare di tepore inatteso l’animo; pianoforte, hammond e leslie sono l’estate: vivido il loro colore, dona luce all’intera fantasia musicale con incursioni romantiche, leggere e, talvolta, festose; infine, la primavera d’una voce che regala le suggestioni della fioritura, del calore del sole che da pallido torna ad ambrarsi d’oro, del cuore palpitante nel disgelo, della mente sognante e malinconica. Poesia d’amore triste, le parole; d’irrangiungibilità, d’aspirazioni amputate ed inadeguatezza, di letterario sentirsi parte d’un Immenso Tutto che abbraccia e comprende. La tristezza inconsolabile di “Shrink”, movimento pianistico su accordi semplici quanto la sofferenza più onesta e pura; il timor panico di “Third Chance”, l’accecante bagliore di “On Most Surfaces” (opener d’impatto sconvolgente, travolgente), e la naturalista “The Earth Is My Witness”, dal ritornello che penetra e si leva in un dolente abbandono, dagli arpeggi e scenari sonori che catturano dentro un’anima gravida di speranza. Facile è poi rivedere in “Kevin’s Telescope” parte delle intenzioni dell’LP successivo, con le sue ariose aperture che inseguono con una melodia empatica la fantasia dell’animo indagatore. Ed infine il volo pindarico di “Nighttime Birds”, ampio ed artistico come un cielo all’orizzonte da togliere il fiato, pregevole e naturale nelle sfumature di chitarra…
Opere d’Arte ed estetica Perfezione, in un tripudio d’emozioni vere come freddo pungente e l’odore della pioggia, come l’odorosa resina d’un pino che ti rimanga attaccata lungamente alle dita, ai capelli dopo un bacio appassionato. Intreccio di pulsioni, di battito cardiaco e di visioni da afferrare come se la volta celeste fosse toccabile con un dito.

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