Home > In Evidenza > The Gentlemen
  • The Gentlemen

    Diretto da Guy Ritchie

    Data di uscita: 01-12-2020

    vai alla scheda del film

    Loudvision:
    Lettori:
    4 (80%) 1 vote[s]

Correlati

Con “The Gentlemen”, su Amazon Prime Video dal 1° dicembre, Guy Ritchie è tornato.
Quello di “Lock & Stock – Pazzi Scatenati” del ’98, “Snatch – Lo strappo” del 2000 e “RocknRolla” del 2008.

Questa volta, il consueto spaccato della mala londinese, ospita la storia del potente coltivatore di marijuana Mickey Pearson (Matthew McConaughey) che, decidendo di andare in pensione e godersi l’amata moglie Rosalind (Michelle Dockery), pensa di vendere il proprio impero all’americano Metthew Berger (Jeremy Strong).

Se nonché, il reporter Big Dave (Eddie Marsan), ignorato e umiliato pubblicamente dal trafficante durante una festa, si vendica inviando un proprio investigatore privato (Hugh Grant) dall’assistente di Pearson, Raymond Smith (Charlie Hunnam), con l’intento di ricattarlo. Inutile dire gli inneschi che si attivano, con relativi incastri e i deliziosi personaggi che si presentano azione dopo azione.

Tutta la prima parte del film è un lungo flashback narrato dallo spassoso e viscido Hugh Grant che spiega a Charlie Hunnam, sceneggiandolo letteralmente, il modo in cui ha scoperto gli scheletri nell’armadio del boss McConaughey, e quello lo ascolta, tra un whiskey e l’altro, disgustato e impeccabile nella sua eleganza inglese.

Dunque il ritmo è serrato, tarantiniano, come tanto piace palesare a Guy Ritchie, inserendo un mucchio di derivazioni dell’eredità presa dal regista. Ed è sempre perfetta l’irresistibile combinazione del buffo con la violenza più efferata. In tal senso è ineccepibile l’interpretazione di tutto il cast, con speciale menzione per Colin Farrell che riesce a regalarci il coach di una palestra nella quale tutti i giovani atleti vestono come lui, con completi sportivi tipo Burberry, rendendolo credibile e solido, con quella punta di grottesco così adorabile.

Nonostante un’appena accennata fatica nel portare l’intreccio alla chiusura, “The Gentlemen” resta un prodotto godurioso che ci ricorda una volta di più l’influenza di Quentin Tarantino sul cinema anni 90, ma che conferma Guy Ritchie come lodevole autore di film a tema criminalità organizzata, che sa fare anche geniale uso di easter egg e meta cinema.

Pro

Contro

Scroll To Top