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The Gift: “Time Is Over”, il nuovo album brano per brano

Time Is Over” è il nuovo album della band abruzzese, i The Gift. “Time Is Over” si apre a un’innovazione sonora, pur non dimenticando le origini della band. Alle spalle di questo nuovo lavoro si celano ben due anni di scrittura dei testi e registrazioni in studio, che fanno capo alla magistrale produzione di Domenico Pulsinelli negli studi della Protosound di Chieti.

In “Time is Over” non si canta solo la tragedia di un genocidio o il disagio sociale di tutti i giorni, analisi e denuncia di una classe dirigente inefficace, ma anche la rinascita come culmine di un percorso interiore, individuale, intimo.

Ecco il disco, brano per brano

1. ANGELS HAVE LEFT THE EARTH – Brano scelto volutamente come apertura, probabile manifesto del pensiero contemporaneo del gruppo.  Si apre amaramente con la visione di angeli che “abbandonano” la terra di fronte ad un’umanità alla deriva, tra egoismi introspezioni e passiva violenza.

2. I APPERED TO THE VIRGIN MARY – Brano diviso in tre distinti “momenti sonori” , nella suite centrale, tra figure ritmiche dispari e chitarre evocative, emerge con tutta la sua ispirata magia il sax di Geoff Warren. sonorità prog primi anni ’70.

3. DANCE ON THE EDGE – Una ballata che rappresenta una violenta denuncia contro la corruzione e la pochezza della classe dirigente che continua a brindare e ammiccare ballando sull’orlo di un burrone.

4. THE TRANSFIGURATION OF SUFFERING – questo brano scorre nel racconto di un percorso interiore che probabilmente ognuno ha affrontato nella sua vita, il distacco e la rinascita come individuo nuovo.

5.  TIME IS OVER – Nel 2011 il gruppo “The Gift”  nell’ambito di un progetto della fondazione Langer, conoscono in tour, molte delle località simbolo di una memoria tuttora viva. Il brano che dà il titolo all’album racconta, attraverso una ballata psichedelica, l’orrore respirato a Srebrenica e ne dà una rilettura come monito per le future generazioni.

6. DREAM – La natura intimista del testo scorre sottolineata dal groove dell’ hammond e arricchita dai fraseggi di chitarre e flauto.

7. NIGHTS THAT NEVER HAPPEN – Il brano prende spunto dalla  poesia di Ada Merini “Notti che non accadono mai”,  sonorità new wawe ed un superbo assolo al piano di Stefano Taglietti.

8. NEMA PROBLEMA – l’intercalare continuo di questa  frase che meglio rappresenta l’atmosfera surreale vissuta in Bosnia, viene qui urlata, ripetuta e condivisa su di una ritmica (basso&batteria) dura, incessante dove  incursioni di chitarre, flauto e tastiere  raccontano  violenze sepolte e  rabbia animale.

9. IN THIS MORNING – è il brano più pop del disco.

10. WHEN I SEE YOUR BODY – Classico pezzo Rock dove la chitarra solista di Danilo Burchielli trova spazio per esibirsi in uno dei suoi mitici assoli.

11. I NEVER WALK ALONE – Unico brano non inedito, composto nel lontano 1983, sempre riproposto nei live, qui  con un nuovo arrangiamento dove alla struggente chitarra elettrica, si alternano i soli del flauto e dell’ Hang (o disco armonico), strumento dalle raffinate sonorità suonato da  Pino Petraccia.

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