Home > Recensioni > The Giver – Il mondo di Jonas

La continua ricerca di saghe young adult da portare con profitto sul grande schermo, sulla scia di “Hunger Games” e “Divergent”, ha portato la Weinstein a sostenere l’attore Jeff Bridges, da anni desideroso si tramutare il controverso classico per ragazzi di Lois Lowry in un lungometraggio.

The Giver“, libro famosissimo negli Stati Uniti, è stato più volte attaccato per le tematiche delicate che affronta. Il protagonista Jonas vive in una comunità senza attriti né problemi, dedita alla cura degli altri e all’armonia. Quando però viene designato come nuovo ricettore di memorie, Jonas ha la possibilità di scoprire cosa si nasconda nella storia passata che nessuno ricorda. Trasmessagli dal Donatore, l’anziano che ha il compito di ricordare quanto cancellato e di consigliare il capo della Comunità, la consapevolezza di quanto il mondo presente abbia perduto — di buono e di cattivo — spinge Jonas a riflettere sulla sua vita e a prendere decisioni prima impensabili.

Fortemente rimaneggiato per somigliare al filone distopico basato sull’oppressione e il conflitto, “The Giver” è riuscito nella difficile impresa di scontentare davvero tutti. Da una parte gli estimatori del libro, traditi da un protagonista adolescente dall’ormone impazzito (interpretato dal poco brillante 25enne Brenton Thwaites) e da una trama modificata alla ricerca di un cattivo da incolpare (una Meryl Streep imparruccatissima), dall’altra il pubblico generalista, annoiato di fronte all’ennesima distopia indistinguibile dalle precedenti.

Peccato davvero, perché “The Giver – Il Mondo di Jonas” sembrava volersi prendere molto sul serio, senza evitare i passaggi più controversi della sua fonte. Peccato che inserti quali Katie Holmes e Taylor Swift vanifichino queste pretese di serietà.

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