Home > Recensioni > The Goob

Le Giornate degli Autori della 71esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia presentano “The Goob“: è l’esordio nel lungometraggio di Guy Myhill, regista britannico che finora si è occupato di cortometraggi, documentari, teatro e televisione.

Il 16enne Goob (Liam Walpole, nato e cresciuto nei luoghi che fanno da set al film e alla prima esperienza come attore) abita nelle campagne del Fenland, in Inghilterra: lavora nei campi, dà una mano nel bar gestito dalla madre (Sienna Guillory), vorrebbe una vita diversa ma non sa come dar forma ai propri desideri. E poi, naturalmente, c’è la curiosità verso le ragazze e in particolare verso Eva (Marama Corlett).

L’esistenza di Goob si complica quando la madre – alla quale lo lega un rapporto molto stretto – inizia una relazione con Gene (Sean Harris), un uomo violento e prevaricatore che lo fa sentire sbagliato e fuori posto.

The Goob” è un classico racconto di formazione nel quale l’ambiente naturale gioca un ruolo importante nel plasmare i rapporti umani e definire le azioni dei personaggi. Myhill si muove su terreni non nuovi eppure interessanti, ha un buon occhio nella scelta dei volti ma la direzione degli attori manca di incisità, limitandosi a una tipizzazione un po’ superficiale.

Allo stesso modo, la ricerca della bellezza e lo sguardo sui ragazzi – che nelle intenzioni dei selezionatori dovrebbe farci pensare a Terrence Malick e  François Truffaut – manca di struttura e forza evocativa.

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Contro

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