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  • The Helio Sequence: Keep Your Eyes Ahead

    The Helio Sequence

    Data di uscita: 31-01-2008

    Loudvision:
    Lettori:

Volatilità emotive

I The Helio Sequence guardano avanti: dopo tre dischi e una carriera decennale che li ha portati in tour con Modest Mouse, Kings Of Leon e Blonde Redhead – con il conseguente infortunio alle corde vocali per il cantante Brandon Summers – il duo di Portland dà alle stampe un disco che enfatizza le attitudini pop già coltivate nei lavori precedenti.
Abbiamo quindi un’immediatezza melodica dai toni folk, per certi versi vicina a quella degli ultimi Decemberists o dei Band Of Horses; brani stringati, dalla struttura decisamente classica; un fondale elettronico, mai trasparente quanto ora, che nella maggior parte dei casi svolge una funzione di mero accompagnamento. Se ai primi ascolti è facile farsi acchiappare dai ritornelli, dagli arrangiamenti incredibilmente armonici e dalla perizia esecutiva, si scopre presto che il tutto è un po’ troppo facile: le canzoni tendono ad esprimere gran parte del loro potenziale fin dal primo istante, e dopo un po’ si ha la sensazione di non avere più nulla su cui indagare e indugiare; il disco appare carente di veri rischi e deviazioni imprevedibili: si finisce per cercare con il lanternino gli elementi di differenza rispetto ai dischi da classifica comunemente tacciati di commercialità. Sempre che non si consideri davvero la definizione “indie” come una garanzia sul contenuto e non come una carta da parati (a righe) applicabile su qualunque superficie.
Ed è un peccato, perché nei momenti in cui gli Helio Sequence rompono il flusso, ad esempio quando lasciano sciacquare onde di riverberi shoegaze alle loro spalle, o quando sono veramente minimalisti, o quando abbozzano dilatazioni che avrebbero potuto portare da qualche parte se non fossero state strozzate da un’ingombrante perfezione produttiva, il disco decolla; se poi con la title-track si rifugiano nelle solite ritmiche wave/funk rallentate già sentite alla nausea, non resta che aprire le braccia e dire a malincuore: magari anche no, grazie.

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