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  • The Hormonauts: Spanish Omelette

    The Hormonauts

    Loudvision:
    Lettori:

Il vecchio incontra il nuovo e gli dice…

…”Sai che stiamo proprio bene insieme?”

Di “Spanish Omelette” hanno raccontato tutti le stesse cose, ossia che esce in un formato davvero particolare. Noi vi risparmiamo le parole e vi rimandiamo all’esplicativa immagine che trovate nella gallery.

La fantasia, venata di arguzia e ironia, non si limita però al supporto di vendita: gli Hormonauts ci hanno ben abituati in tal senso e si confermano pienamente col primo disco pubblicato autonomamente, quarto di una carriera finora ricca di successi fuori dal comune per il rock indipendente italiano. Ai racconti divertenti e stralunati di Andy, cantante e chitarrista di origini scozzesi, si affianca una prepotente sperimentazione elettronica, opera del dj londinese Kenny Diesel. Nel già ribollente calderone di punk, rockabilly, blues e country si gettano quindi onnipresenti beat e campionamenti di varia estrazione.

Lo hanno già definito electrobilly, e come altrimenti? Ma c’è davvero di più di un paio di piatti da scratch che fanno da spalla ad un contrabbasso, anche se a giudicare dal groove di “181″ potrebbero anche essere sufficienti. In realtà “Spanish Omelette” riesce a far incontrare Johnny Cash (“Back Again”) con Jeff Beck (“Insomniax”), il western con la discoteca, il blues col punk. Il nuovo col vecchio, come è chiaro intento degli Hormonauts, anche a giudicare dal supporto di vendita di cui si parlava poc’anzi. Non si può dire che questo non sia riuscito deliziosamente.

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