Home > Recensioni > The Horrors: Strange House
  • The Horrors: Strange House

    The Horrors

    Data di uscita: 01-01-2007

    Loudvision:
    Lettori:

Sheena è un parassita, ma anche un corvo non-morto

Fenomeno da baraccone lo sono senz’altro questi Horrors, new sensation del fashion garage, ma “Strange House” dimostra che non tutto il male delle copertine dell’NME viene per nuocere. Dietro un aspetto kitsch ed eccessivo che farà la gioia dei teenager britannici, e dei loro emuli continentali, si nasconde infatti un pregevole mélange di influenze più o meno polverose, oculatamente rivitalizzate da questa banda di punk cotonati.

L’ossessione per “Jack The Ripper” apre il disco, consegnandoci un suono legato a doppio cordone ombelicale con i sixties da una parte e il punk seventyseven dall’altra. Horror (manco a dirlo) e lo-fi, b-movie e rumorismo, dark wave e surf sono gli elementi, ben riconoscibili e ben noti, sottesi dal piccolo teatrino degli Horrors. Certo l’immagine e le aspettative sono alte e di obiezioni a questi ragazzotti se ne possono avanzare da diverse direzioni, in primis perché la fedeltà di queste canzonette non è così bassa come la si vuole far sembrare. Nonostante ciò, “Strange House” non affonda.

Si regge a galla, e spesso diverte, perché il nero manto che lo avvolge dà vita ad un’atmosfera credibile, perché spesso la voce sembra davvero narrare la corruzione dell’anima, perché l’interesse viene mantenuto vivo, nonostante una lunghezza ben oltre i canoni di mezzo secolo fa, da citazioni e reinterpretazioni varie – dal garage puro al western, dallo psychobilly all’elettronica – ammassate in un contenitore coerente. Ci si diverte a cogliere gli onnipresenti richiami, ma non si smette mai di pensare che questi siano gli Horrors, e questa è la dimostrazione definitiva del valore di “Strange House”.

Un disco per la notte di Halloween, ma anche per tutte le occasioni. Un disco d’atmosfera, ma anche da cantare. Un disco kitsch, ma anche sentito. Un disco da buffoni travestiti, ma anche da intenditori. Un disco sopravvalutato, ma anche no.
Sdoganiamo il “ma anche” veltroniano regalandolo agli Horrors, siamo sicuri che riusciranno a farci smettere di pensare che porta sfiga.

Pro

Contro

Scroll To Top