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The Hulk is Green

Freschi del nuovo ottimo “Kairos”, i Sepultura iniziano il loro mini tour italiano di tre date da Novara, concludendo così in bellezza il primo giorno del Maximum Rock Fest.

Sull’intro della storica “Arise” la band capitanata dal chitarrista Andreas Kisser fa il proprio trionfale ingresso sul palco sparando a mille il tellurico riff della title track dello storico CD datato 1991. Da subito il sempre più mastodontico singer Derrick Green catalizza l’attenzione dell’audience dimostrandosi ancora una volta un ottimo frontman mentre ci sommerge con le annichilenti vocals di “Refuse/Resist” e della nuova anthemica “Kairos”.

La scaletta è ben equilibrata, pescando da tutte le produzioni della band, comprese le violentissime sfuriate thrash/death anni ’80 di “Troops Of Doom” e “Septic Shizo”. Ben in evidenza la performance dell’ultimo arrivato nella line-up, il terremotante drummer Jean Dolabella, ampiamente in grado di non far rimpiangere l’Igor Cavalera dei tempi andati. L’interazione con l’invecchiato ma pur sempre efficace bassista Paulo Jr. offre una solida e devastante sezione ritmica, complici anche i suoni dell’impianto, molto ben mixati. Ottima la resa live anche della cover di “Just One Fix” dei Ministry, la quale apre la breve parentesi cover dello show. Derrick infatti annuncia che per celebrare il compleanno del roadie di Kisser han deciso di invitarlo onstage per suonare un brano insieme ed ecco quindi partire il celeberrimo riffone mononota di “Orgasmatron” dei Motorhead seguita a ruota dallo sguaiato hardcore di “Policia”.

Lo spettacolo scorre compatto e granitico e la band interagisce egregiamente con il pubblico che apprezza e si diverte. Le rocciose “Territory” e “Inner Self” vengono seguite dai saluti dell’ensemble carioca, che torna onstage poco dopo per i bis acclamati a gran voce. Dolabella e Green si concedono un duello batteria/percussioni atto ad introdurre “Ratamahatta” e dopo ringraziamenti e saluti vari la band si congeda per davvero con una versione da manuale del pezzo groove metal più urlato degli anni ’90, quella “Roots Bloody Roots” che probabilmente diede i natali al movimento nu metal ben 15 anni fa.

I Sepultura anche onstage hanno dimostrato di godere di ottima salute e di essere in un momento di nuova grazia creativa che dura oramai da tre album. Come non riportare il commento esaltato di un ragazzo del pubblico che con voce isterica ad un certo punto ha gridato “E sti c@*i! Meno male che i Sepultura erano bolliti, mi hanno devastato! Atro che Conspiracy!”.

Con show di questo livello e release di caratura come le ultime rilasciate dalla band, non resta che attendere nuove calate italiche e nuovi album.
Long live Sepultura!

Intro
Arise
Refuse/Resist
Kairos
Convicted In Life
Choke
What I Do
Treatment
Relentless
Troops Of Doom
Septic Schizo/Escape To The Void
Meaninless Movements
Just One Fix
Orgasmatron
Policia
Seethe
Territory
Inner Self

Encore:
Ratamahatta
Roots Bloody Roots

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