Home > Recensioni > The Immortal Lee County Killers: Love Is A Charm Of Powerful Trouble

Going down the rock river of sadness

Cominciamo dal passato prossimo: “Truth Through Sound”. La Verità attraverso il suono: quello livido dei canti neri lungo il Mississipi, giù, chinati a scavare la terra o cantare soliloqui notturni ebbri di donne e liquore. TILCK2 fanno questo: cantano: blues. Lo prendono e, da lontano, ne adorano il feticcio, seguendolo sul Delta e portandosi dietro tutto il loro bagaglio umano di mestizia, dolore e irrequietezza. Lo strappano, lo lacerano, iniettano energia e Pall Mall nell’angolo di uno scalcinato pub affacciato su paludi e miasmi assortiti.
Fumi che si alzano là dove non batte più nemmeno il sole, un suono antico che si risveglia una volta ancora, stanco e deluso dai suoi stessi passi. Una “Robert Johnson” che apre il disco all’insegna di una canzone che la Jon Spencer Blues Explosion ha dimenticato di (saper) scrivere da anni a questa parte, subito seguita da “She’s Not Afraid Of Anything Walking”, numero che ispira reverenza nei confronti degli MC5.
Dopo, un’onirica sfuggente “Weak Brain, Narrow Mind”, devastante rilettura di Willie Dixon e numero introspettivo con tanto di pietra intorno al collo.
L’eterna diegesi del rock, prima ancora che fosse tale. L’esplosione di fuzz che segue lascia tutti storditi. La chiave consiste nel subire, ballare, cantare e piangere lacrime di sangue.
Lasciatevi andare al Suono, sentite il richiamo del gospel e del soul che ammiccano sotto onde d’urto di punkblues al vetriolo, selvaggio, sudato e degenerato. Figli bastardi di una musica bastarda per natura; discordante, rumorosa, disperata. E se non verserete nemmeno una lacrima su “Goin’ Down South” (di R.L. Burnside) o “What Are They Doing In Heaven Today?”, questa musica non fa per voi.

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