Home > Recensioni > The Interview

Il presidente nordcoreano Kim Jong-un ha cercato di impedire che il tipico pubblico delle commedie di Seth Rogen e Evan Goldberg potesse guardare l’ultima commedia di Seth Rogen e Evan Goldberg, “The Interview”, distribuita dalla Sony Pictures (qui tutte le tappe della vicenda dai primi attacchi hacker ai danni della Sony). Quello che è successo è che, invece, dal giorno di Natale tanta altra gente in tutto il mondo oltre al tipico pubblico delle commedie di Seth Rogen e Evan Goldberg (come ad esempio chi non aveva neppure idea che esistesse il genere cinematografico “commedia di Seth Rogen e Evan Goldberg”) è riuscita a vedere “The Interview”, storia di due demenziali produttori televisivi che cercano di intervistare e uccidere il presidente della Repubblica Popolare Democratica di Corea, appunto Kim Jong-un.

Il Presidente è ispirato direttamente all’omonimo giovane dittatore nordcoreano, ossessionato manipolatore dell’informazione nel suo Paese e incombente minaccia nucleare per l’Occidente. Nel film il suo personaggio (interpretato egregiamente da Randall Park) è caricato con tratti effeminati e imbarazzanti preferenze per la cultura pop occidentale. I protagonisti Seth Rogen e James Franco non temono di avventurarsi nell’umorismo più demenziale (supposte robotiche, soldatesse vogliose, diarree devastanti), ma anche in costruzioni più raffinate come l’ingenuità del personaggio di Franco.

Il film finisce in caciara, e quello che rimane sono solo le risate. Chiaramente non è un film di inchiesta, né dimostra alcuna ricerca sulla questione coreana, né nel film si possono riconoscere riferimenti al territorio e al paesaggio nordcoreano. Insomma, si potrebbe automaticamente sostituire nella sceneggiatura “Corea del Nord” con “Kokojistan” e la cosa avrebbe funzionato lo stesso. Il valore politico del film può stare, al limite, negli occhi di chi lo guarda. E in quelli di Kim Jong-un.

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