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Visioni metropolitane

Dopo tre anni di silenzio torna uno dei gruppi più glamour e controversi – almeno per quanto riguarda i contenuti – della scena indie anglo-americana: The Kills.

Alison Mosshart e Jamie Hince propongono anche questa volta un lavoro estremamente variegato nei ritmi e accattivante nel sound, a partire dal rockeggiante pezzo di apertura “Future Starts Slow”.

Spigolosi ma ammiccanti, concettuali, ma anche divertenti e divertiti, i The Kills non si risparmiano e dimostrano una gran creatività fatta di luccicante stravaganza. Il duo incarna il connubio perfetto tra ruvidezza rock e morbidezza pop, in un saliscendi di atmosfere che spiazzano e acquistano spessore ascolto dopo ascolto.

Amati dalle star e dalla critica i The Kills per ora riescono a non adagiarsi sugli allori e dimostrano ancora una volta il loro impegno nella sperimentazione continua per proporre un sound diretto, sfacciato e mai scontato.
Anche questa volta il duo fa centro, forse facilitato dal fatto che i White Stripes – gruppo a cui sono stati spesso accomunati – hanno dato forfait e hanno lasciato campo libero. Buon per loro, del resto, come si suol dire, mors tua vita mea.

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