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  • The Knife : Shaking The Habitual

    The Knife

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Fratelli impegnati

I fratelli svedesi Olof Dreijer e Karin Dreijer Andersson hanno sempre saputo distinguersi dalla marmaglia grazie a un sound ricercato e a momenti misterico, con il quale ogni brano si riveste di una cripticità incommensurabile.

Tolte le maschere da medici della peste, i due propongono un album – il primo dopo sette anni- che si impegna socialmente e politicamente, a partire dal singolo “Full Of Fire” (un pugnone nello stomaco di qualunque maschilista).
Ma non è tutto; se da un lato i contenuti si innalzano in spessore, dall’altro anche la musica che li culla matura, portando a sperimentazioni industrial, noise e persino drone.
La voce femminile si trasforma in una distorsione unica, quasi a rappresentare uno spirito etereo a cui però non manca una connotazione profondamente umana.

Sinceramente non avrei mai pensato che The Knife si sarebbero evoluti tanto da produrre un disco così omogeneo, così coerente e al contempo poggiante su una base di politica non da poco. Sono tante le frecciate che i due rivolgono alle condizioni attuali del globo: l’auspicio è quello che la Terra divenga un luogo più accogliente per le categorie ancora oggi discriminate (le donne in primis) e che ci sia più giustizia e rispetto anche per i cosiddetti weirdos (in senso buono).
La prossima volta votate The Knife.

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Contro

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