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  • The Kooks: Junk Of The Heart

    The Kooks

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Prove di rinnovamento

Ci hanno provato. Questo è quello che si può dire dopo aver ascoltato la terza fatica in studio dei Kooks. Niente più chitarrine british che hanno riempito “Inside In/Inside Out” e “Konk” ma un sound più essenziale, più minimale e intimistico.

Il ritmo qui è molto più lento rispetto ai precedenti dischi (il primo ottimo, il secondo così così). I giovincelli sbarazzini stanno crescendo e con loro sta crescendo la loro musica, anche se lacune ce ne sono, e parecchie. Tutto sommato è un album gradevole, ma dopo tre, quattro, cinque ascolti rimane in testa solo il singolone da classifica. E questo non è un bene.

L’apertura, con “Junk Of The Heart (Happy)”, seppur molto radio-friendly, fa ben sperare. Ma per trovare un altro brano interessante bisogna aspettare la quarta, “Taking Pictures Of You”, ballad dagli echi beatlesiani con nastri al contrario e sfumature psichedeliche interessanti. “Time Above Of The Earth”, intermezzo solo archi e voce, è un riempitivo del quale si sarebbe fatto volentieri a meno, idem dicasi per il reggae di “Runaway”. “Killing Me” è una bella e dolce ballad che si lascia ascoltare molto volentieri. Molto divertente “Eskimo Kiss”, che alza ritmo e battiti e coinvolge all’ascolto. Promossi per il tentativo di rinnovarsi, i Kooks vanno rimandati in quanto a idee. Sufficiente.

Pro

Contro

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