Home > Recensioni > The Legendary Kid Combo: Viva La Muerte

O viva la vida?

C’era una volta la musica country. Quella dell’America dei cowboy, del whiskey e dei saloon fumosi. E se ci aggiungi attitudine punk quanto basta, un rullante che di tanto in tanto batte in levare e un sirtaki occasionale a smorzare l’effetto “Casa Nella Prateria” ottieni, a meno di arrotondamenti, “Viva La Muerte”. Ovvero il secondo disco dei Legendary Kid Combo.

L’aspetto folk degli undici brani che compongono il platter, ognuno dei quali narra la tragicomica dipartita di un personaggio, può spesso trovare agganci in gruppi come Flogging Molly o Gogol Bordello; l’esito interpretativo, invece, ne prende sempre le distanze. Un po’ perché è facile scivolare nel grottesco, come quando, ad esempio, la candida voce celtica di lei, o in generale, se volete, quella di lui, inciampa in un marcato e fastidioso accento italiano; un po’ perché il qualsivogli-a-billy dei Legendary Kid Combo sembra sfruttare le musicalità folk soprattutto come strumento volto a creare teatrini canzonatori. Come verrebbe da pensare, ad esempio, in “Billy Big Joey”, dove l’anziano narratore fa il verso allo scomparso Uncle Charlie.

“Viva La Muerte” si fa ascoltare con una punta di innegabile piacere, senza però soddisfare mai fino in fondo.

Scroll To Top