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Fedeli al rock

Per il suo nuovo album solista Lou Gramm, singer entrato di diritto nell’Olimpo dell’AOR di tutti i tempi, riesce nell’intento di allestire una band tipicamente a conduzione familiare, chiamando a raccolta fratelli ed amici di sempre .

Il vecchio Lou è dichiaratamente un artista di Dio, un uomo che ha una mano occupata dalla Bibbia e l’altra da una chitarra elettrica. Ben conscio del fatto che un messaggio spirituale può far breccia in un maggior numero di anime, se associato a corde, plettro ed amplificatore, cosparge di fede il suo rock, dotando così il messaggio spirituale di un alto volume. Scorrendo le tracce si gode della carezza di un AOR pulito, in cui la voce calda di Lou riporta alla mente il sound dei Foreigner, ossia quel rock melodico, ricordo nostalgico degli anni ’80. Una scelta di continuità, dunque, accessoriata da quella giusta modernizzazione che, in ogni caso, non spezza il cordone ombelicale con il gruppo storico del cantante.

Il platter può contare su composizioni dalla struttura lineare in cui il christian rock, nonostante qualche brano di più basso profilo, si lascia apprezzare. Tuttavia la sensazione è che, accanto al sacro, un pizzico di profano, un briciolo di sporcizia ed immoralità avrebbe accresciuto le variabili di quello che, comunque, rimane un disco riuscito.

“Fratello, visto cosa può fare la fede?”. “Può fare miracoli, soprattutto se la metti nella canna di un fucile!”, rispondeva Bud Spencer a Tobia. Be’, questo disco è l’occasione giusta per capire quali effetti possa avere un messaggio di fede sparato da una chitarra elettrica.






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