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Ghost dance

The Mantra Above The Spotless Melt Moon non è il titolo di un film straniero che i produttori italiani si affrettano a storpiare in “Il pecorone che ammanta”. Stiamo parlando della più internazionale delle band campane che, dopo la pubblicazione del secondo disco “Ghost Dance”, ha appena terminato un tour negli Stati Uniti.

I quattro ragazzi, nati e cresciuti artisticamente sotto le pendici del Vesuvio, sono arrivati ad incidere per la stessa etichetta dei God Is An Astronaut per una reale bravura e una particolare perizia nell’ adattare le influenze post-rock alla voce di Adriana Salomone.

“Ghost Dance” risulta una conferma di questa bravura che però sembra non essere stata implementata rispetto al riuscitissimo esordio “Defeated Songs” . Intendiamoci, stiamo parlando di una band molto al di sopra della media ed episodi come “Slow Motion” valgono tutto l’album, cosa che non vale invece per “Harlequin”. Quasi tutta la critica ha esaltato “Ghost Dance”; noi siamo leggermente più prudenti.

Pro

Contro

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