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The memory remains the same

Ci sono voluti dieci anni ed una manciata di giorni per ricostruire il feeling che sembrava perso tra la metropoli meneghina ed i Four Horsemen. È stato comunque sufficiente un album magari non perfetto ma in ogni caso un universo superiore al nulla pressoché totale a cui putroppo ci si stava abituando, e l’annuncio di un’attesissima data al Forum di Assago per radunare alle porte della città svariate migliaia di fan, pronte a regalare l’ennesimo sold-out a James Hetfield e compagni.

È infatti un Forum gremito in ogni ordine di posti quello che ospita la data milanese del World Magnetic Tour. Voci incontrollate parlano di 19.000 tagliandi staccati, per un’affluenza record garantita anche dalla logistica del palco su cui si esibiranno i ‘tallica, uno stage a centro arena sullo stile del famoso diamante di qualche tour or sono, che rende disponibile al pubblico anche l’ultimo quarto di palazzetto, solitamente impraticabile quando il palco viene più canonicamente adagiato sul fondo della struttura. Lo spettacolo offerto dall’audience è impagabile, se ne vedono davvero di ogni: intere famiglie con pargoli al seguito seduti accanto a metalloni accaniti che tracannano birra a fiumi, mentre impiegati freschi di ufficio si sbarazzano di improponibili cravatte nel vano tentativo di risultare un po’ più in tono con la serata. Il 1984 e il “Seven Dates Of Hell” tour sono lontani anni luce, gli attuali Metallica sono un’altra band ma l’entusiasmo è lo stesso, se non superiore.

Per riscaldare un’ambiente più bollente dal punto di vista emotivo che non da quello atmosferico vengono chiamati i Mastodon ed i Lamb Of God, idoli dei più giovani e fortunati mietitori di consensi. I più attempati guardano nervosamente l’orologio, attendono impazienti lo scoccare delle 21:00, quando sulle note morriconiane, oggetto di un sing-a-long a 19.000 voci, i nostri salgono sul palco e in un tripudio di laser rompono gli indugi con “That Was Just Your Life”, la prima delle sei tracce estratte da “Death Magnetic” che costituiscono l’ossatura della scaletta di questo show. Si prosegue senza tregua con “The End Of Line” ma tocca a “Disposable Heroes” scatenare il delirio di una folla esaltata da quella splendida e perfetta macchina da riff che sono i Metallica dal vivo.
[PAGEBREAK] Nonostante “The Memory Remains” al vostro umile recensore faccia un effetto vagamente lassativo, il pubblico pare apprezzare oltremodo con cori di intensità pari grosso modo a quella del sisma abruzzese. Sono però sufficienti le prime note di “One” per rasserenare il recensore di cui sopra, per il quale la scaletta perfetta rimane ancora quella del tour di “..And Justice For All”. Lo showcase magnetico prosegue con l’accoppiata “Broken Beat And Scarred”/”My Apocalypse” che prelude ad una breve incursione nel periodo nero con “Sad But True”. Lo spettacolo prosegue alternando i nuovi brani, tra i quali vale la pena menzionare “All Nightmare Long”, a mega-classici del calibro di “Master Of Puppets”, che crediamo abbia creato più di un cedimento emotivo tra il pubblico. In chiusura del set principale i toni virano nuovamente sul nero, grazie all’uno-due da KO garantito da “Nothing Else Matters” e “Enter Sandman”. L’encore arriva nel giro di pochi minuti, con un Hetfield che annuncia “la parte dello show in cui presentiamo la cover di uno dei tanti brani che ci hanno ispirato”: la fonte di ispirazione questa sera sono i Misfits e la loro “Die Die My Darling”, decisamente pogogena. Due ore sono volate in un battibaleno, siamo in chiusura di show ed è d’obbligo un ritorno al passato con una perfetta “Trapped Under Ice” e l’immancabile, immarcescibile e sempre divinamente massacrante “Seek And Destroy”, sulle cui note la band suggella la riappacificazione con il capoluogo lombardo.

Al di là della mera cronaca concertistica e dell’estasi del momento, la disamina critica del concerto porta il vostro umile recensore a valutare che per quanto uno show dei ‘tallica sia sempre di per se una garanzia di sicurezza, la data di questa sera ha messo in evidenza un Hetfield fin troppo zen, e con qualche calo vocale di troppo. Rob Trujillo è una macchina da guerra, ma a volte viene davvero la tentazione di lanciargli una banana e quattro noccioline. Lars Ulrich…voi non lo sapete, ma Lars è in realtà Liza Minnelli in incognito. Kirk Hammett, micidiale, preciso ed efficace come sempre. Se non esistesse dovrebbero inventarlo. La scaletta avrebbe potuto/dovuto essere meglio. E anche se lo fosse stata, avrebbe potuto essere ancora meglio. Ridateci per favore “Ride The Lightning” e “Creeping Death”. Suoni pessimi per il primo quarto d’ora, poi stabilizzati per lo meno a livelli di decenza, ma forse eravamo noi nel posto sbagliato. I palloni gonfiabili lanciati tra la folla potevano lasciarli a Laura Pausini e Claudio Baglioni. Troppo tristi, troppo MTV. Prima parte del concerto musicalmente impeccabile, ma abbastanza sottotono, vendicata grazie al cielo dal crescendo apoteotico a cui abbiamo testimoniato da “All Nightmare Long” in poi. A parte questo… A parte questo un bel niente, perché in ogni caso i ‘tallica sono tornati, e speriamo tutti siano per restare.

That Was Just Your Life
The End Of The Line
Disposable Heroes
The Memory Remains
One
Broken, Beat And Scarred
My Apocalypse
Sad But True
Turn the Page
All Nightmare Long
The Day That Never Comes
Master Of Puppets
Fight Fire With Fire
Nothing Else Matters
Enter Sandman

Encore:
Die, Die My Darling
Trapped Under Ice
Seek and Destroy

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