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    The Middle East

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Gesù ci ama

Quest’anno è il momento degli australiani: dopo Cloud Control, ecco giungere a passi cadenzati e religiosi The Middle East, collettivo musicale originario di Townsville.

Se negli EP precedenti dominava la mania “Oddio, tutti usano il banjo! Facciamolo anche noi”, ora come ora domina solo “Oddio”. In che senso? Beh, il 90% dei testi che ascolterete è composto da omaggi spirituali; non stupitevi perciò di “Jesus Came To My Birthday Party”, singolo di lancio dell’album svettato nelle classifiche grazie al mood impegnato e alle chitarre volutamente caste.

Il pianoforte adagiato – a volte alla Tom Waits – cade in loop e fa da sfondo a una voce maschile intensa e disegnata a forma d’anello.
Se ne esce storditi (e credenti).

Gli amanti di Sufjan Stevens non temeranno l’approccio cristiano dei sette del Queensland, a meno che non si siano ancora accorti che pure lo statunitense confida ciecamente in Dio e nelle sue potenzialità – o poteri? Mah.
I blasfemi non si facciano intimidire: un barlume di talento sussiste indipendentemente da lui.

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