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  • The Moondoggies: Adiós I’m a Ghost

    The Moondoggies

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Gente che fa bene il proprio lavoro

Io ho una passione per gente che fa del rock alla vecchia maniera. Ed è proprio quello che fanno The Moondoggies. Questa band di Seattle (e dici niente) è ormai al terzo album, e fa il proprio lavoro con onestà e semplicità. Un sound energico, creato senza strafare, che a tratti ricorda per sonorità e ritmi i Kula Shaker nel loro lato meno indianizzante, mentre la stessa band indica Nirvana e Pink Floyd tra le band che più li hanno influenzati. L’album si apre e si chiude con un coro di sussurri un po’ ectoplasmatici, tra cui susseguono le altre dieci tracce del disco. Begli assoli e tastiere potenti, e il disco va via. Se passate per gli USA buttate un occhio al loro tour!

Certamente The Moondoggies non sono qui per rivoluzionare la scena musicale statunitense, ma almeno sono un gruppo che fa un buon lavoro. Il loro disco scivola via discretamente, con magari qualche momento un po’ in perdita che viene però recuperato nel finale, dove troviamo la potentissima “Don’t Ask Why”, che varrebbe da sola l’album. Insomma, ti prendono, senza che tu te ne renda conto, e una volta finito ti viene subito voglia di ricominciare l’ascolto.

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