Home > Recensioni > The Moondoggies: Tidelands

Veterani e studenti

Il titolo dell’articolo non si riferisce agli argomenti di cui “Tidelands” tratta, bensì al fatto che il disco novello della band proveniente da Seattle sia stato volutamente definito “sophomore”, ovvero “da studenti del secondo anno”, e che esso vanti la collaborazione di produttori veterani quali Erik Blood, Kurt Bloch e Phil Ek.

I fenomeni lunari amano scalare le vette del cantautorato folk americano, sfiorando talvolta il blues ed il soul, rigorosamente supportati da chitarre acustiche ed elettriche. Violini, organetto, spazzole per la batteria e banjo compaiono in più tratti – in particolare “Lead Me On” – per donare quell’impanatura di campagna dorata tanto cara agli statunitensi.
Il risultato finale dell’impasto è una raffinata piacevolezza.

Kevin Murphy, Caleb Quick, Bobby Terreberry e Carl Dahlen sanno benissimo cosa fanno e per questo noi li ringraziamo. Le armonie del loro ultimo LP sono tenui e costruite con ingegno, senza che possano scadere in qualche modo al pubblico; per non parlare della voce, spesso circondata da cori lontani, che incarna perfettamente il prototipo del songwriter made in USA.

Pro

Contro

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