Home > Recensioni > The Postal Service : Give Up

Dieci, il numero composto e felice

Era il 2003 quando Ben Gibbard (già voce dei Death Cab For Cutie) e il produttore Jimmy Tamborello si rimboccarono le mani senza prendersi troppo sul serio e pubblicarono “Give Up”, l’unico vero reperto storico della loro stretta di mano esistente a oggi.

Dieci anni dopo ecco giungere la ristampa di quel piccolo capolavoro- così sobrio e decoroso-, che a noi piacerebbe meglio definire come una sua reinvenzione. Vero, tutto ruota ancora intorno all’indietronica dal tono gentile e riservato che soltanto la voce di Gibbard avrebbe potuto sposare, ma in questo microsistema si aggiungono i satelliti “Turn Around” e “A Tattered Line Of Strings”, coppia che non s’era mai udita prima e che prende fin dal primo ascolto, e gli anelli di cover quali “Against All Odds (Take A Look At Me Now)” di Phil Collins, “Grow Old With Me” di Lennon e “We Will Become Silhouettes” reinterpretata dagli Shins.

Se c’è un disco da tenere stretto tra le braccia mentre si dorme (o almeno, uno dei pochi eletti), quello è “Give Up” dei Postal Service.
Il duo, nonostante non fossero nemmeno le sue intenzioni, è infatti riuscito a creare un’amalgama di soluzioni armoniche che prese una ad una non direbbero granché, eppure insieme sono giuste, impossibili da separare. Si va dai classici suoni elettronici da videogame a piccoli arrangiamenti per orchestra.
“Such Great Heights” rimane nel cuore di chiunque abbia le lentiggini negli occhi.

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