Home > Recensioni > The President

La sezione Orizzonti della 71esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si apre oggi con “The President” di Mohsen Makhmalbaf (qui l’incontro con l’autore e il cast).

Il regista iraniano, che da anni lavora all’estero a causa della censura in vigore nel proprio Paese, racconta la vicenda esemplare di un dittatore costretto a fuggire da un improvviso colpo di stato. Siamo in una nazione immaginaria, a rappresentare idealmente ogni luogo del mondo sottoposto a un regime, anche se il film è stato girato in Georgia ed è recitato in georgiano.

Makhmalbaf mette in scena la figura del dittatore, il presidente del titolo, attraverso lo sguardo inconsapevole del nipotino di cinque anni, un bambino cresciuto in un palazzo, abituato a chiamare il nonno Vostra Maestà e a considerare se stesso un’Altezza Reale.

La fuga porta nonno e nipote a muoversi in incognito e confrontarsi con una realtà tenuta volutamente a distanza, quella di un popolo rovinato, schiavizzato e sottoposto per anni a ogni tipo di violenza. E la violenza, dice Makhmalbaf, produce sempre nuova violenza.

The President” guarda il regime non dal punto di vista delle vittime ma da quello del carnefice, un uomo distrutto dal proprio stesso potere. Tra satira politica, dramma familiare e tragedia, il film mostra così la fragilità di ogni dittatura e la piena inutilità della vendetta.

Quello sullo schermo è un dittatore che ha commesso crimini orrendi eppure Makhmalbaf ha la sensibilità e l’intelligenza di dipingerlo non come un mostro ma, semplicemente, come un essere umano.

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