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  • The Prodigy: Invaders Must Die

    The Prodigy

    Data di uscita: 23-02-2009

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Apocalisse hardcore

I Prodigy sono tornati. Impossibile non averlo notato perché “Invaders Must Die” di certo non passa inosservato. Nel bene e nel male. Che si apprezzi questo ritorno alle origini, sia per quanto riguarda la formazione che il sound, o che si gridi inorriditi alla “tamarrata” del secolo.
Lo scenario che si presenta ai nostri occhi, o meglio alle nostre orecchie, è devastante. Un mondo popolato da invasori, lupi, guerrieri della notte, extraterrestri e piranha, un mondo apocalittico che ci riporta dritti ai fasti dell’acclamato “Fat Of The Land” (1997).

Il ritrovato trio ci presenta dieci tracce altamente corrosive, frenetiche e di sicuro successo nei prossimi rave-party.
Si attaca con l’ossessivo singolo/title-track “Invaders Must Die”, che mette subito le cose in chiaro tenendo a debita distanza i deboli di cuore. Prosegue il discorso “Omen”, secondo singolo destinato ad eccitare le masse in sede di live grazie a riff potenti, batterie interrotte e un feroce synth techno.
La terza traccia, “Thunder”, fa tirare il fiato, concedendo qualche minuto di leggera (e meritata) decompressione acustica. Ma niente paura, il violentissimo synth di “Colours” è lì, pronto ad esplodere duro e puro. Un concentrato di dardi sintetici e implacabili.

Il viaggio all’inferno continua con “Take Me To The Hospital” e “Warrior’s Dance”, in un vorticoso incedere di campionamenti vocali e distorsioni sintetiche.
Guest star della settima traccia è poi Dave Grohl, batterista storico dei Nirvana e fondatore dei Foo Fighters, che più che portare un personale valore aggiunto al pezzo si adegua alle sonorità dominanti.
Dinamiche e ritmi rockeggianti nel penultimo brano, “Piranha”, ottimo per una pogata in compagnia, e chiusura in bellezza con “Stand Up”, sorta di happy ending ristoratore dopo il delirio scatenato in precedenza.

I “vecchi” cattivi, irriverenti, incendiari guerrieri dell’electropunk più furioso sono tornati più combattivi che mai.
Non ci sono grosse novità rispetto al passato, i Prodigy sono questi e il loro suono sporco, graffiante e hardcore non ammette ignoranza.

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