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    The Real McKenzies

    Data di uscita: 05-08-2008

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Deve esistere, negli archivi delle label come la Fat Wreck, una sorta di “tracklist modello” che le band meno talentuose possono copiare quando sono in debito d’idee; un po’ come per le commedie di Plauto, anche questa “scaletta-canovaccio” rimastica e ripresenta sempre le stesse tipologie di personaggio: l’Incipit Energetico, il Singolo Orecchiabile, il Canto da Osteria, la Ballata Autoreferenziale e così via. Il successo delle tante band punk-rock di questi ultimi anni dipende dal grado di originalità con cui questo irrinunciabile schema viene riproposto. Nel caso dei Real McKenzies, è bene dirlo subito, tale grado è pari a zero: sarà che la band è ormai al settimo album, ma “Off The Leash” viene dritto dritto dal Premiato Punkrockificio FatWreck e non smuove di una virgola il canone classico del pop-punk.

Bisogna però precisare che i Real McKenzies hanno, o vorrebbero avere, un valore aggiunto che dovrebbe differenziarli dalla massa: infatti, sebbene canadesi, i membri della band vantano origini scozzesi che non esitano a ostentare, non soltanto nell’abbigliamento, ma anche e soprattutto nelle sonorità e nei temi delle canzoni. Se avete subito pensato al celtic punk dei Dropkick Murphys (band di ben altra levatura) be’, ripensateci: la scozzesità dei Real McKenzies sembra più folklore che fiera appartenenza (nell’album c’è pure un brano dedicato a Greyfriars Bobby, cagnolino edimburghese protagonista di un aneddoto che è classico “cibo per turisti”) e le tradizionali cornamuse spesso sono appiccicate alle canzoni in maniera banalotta quando non inconsistente. Il resto è, appunto, il solito canovaccio: “Chip” fa la parte dell’Incipit Energetico con programmatiche cornamuse battagliere, “White Knuckle Ride” è un deludente Singolo Orecchiabile strarisaputo. E, siccome siamo scozzesi, non poteva mancare un coro da pub che si intitola (sic!) “Drink Some More”.

Ma non vogliamo essere troppo crudeli con i simpatici e tutto sommato onesti scozzesi di Vancouver; il problema principale è che, in studio, un gruppo come i Real McKenzies suona fasullo, plastificato, costretto negli schemi. Siamo sicuri – come sostengono fieramente i fan – che la loro dimensione naturale sia il palco e che dal vivo scatti subito la scintilla che fa scatenare il pubblico al fiato delle cornamuse. Certo è che, in “Off The Leash”, di questa scintilla non ci giunge nemmeno un minuscolo bagliore.

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